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Francesco Cangemi

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Arriveranno anche in Italia le “Settantacinque pagine” di Marcel #Proust, da cui nacque ‘Alla ricerca del tempo perduto”, ritrovate dall’editore Bernard De Fallois. Lo annuncia su Twitter Elisabetta Sgarbi, direttore editoriale e generale de La nave di Teseo, che si è aggiudicata la pubblicazione.

“Stiamo costruendo una nicchia proustiana, di cui sono molto fiera, nello spirito di De Fallois” dice la Sgarbi. Scritte quando il grande scrittore aveva 38 anni, le “Settantacinque pagine” evocheranno ai tanti appassionati di Proust gli inizi de ‘La Strada di Swann’, ma anche alcuni personaggi di ‘All’ombra delle fanciulle in fiore’ o ‘La fuggitiva’ (o Albertine scomparsa), per quanto riguarda Venezia.

Una storia antica illustre (i documentari di Pasolini, di Mario Soldati, di Sergio Zavoli, di Liliana Cavani, per citarne solo alcuni) e anche un grande futuro: i documentari, ormai non più figli di un cinema minore, sono diventati anno dopo anno, o meglio sono tornati ad essere, un modo di raccontare storie affascinanti al pari dei film, senza interpreti certo ma con la realtà al centro. Con le piattaforme e i canali tematici sono diventati benzina per i palinsesti e anche la Rai ha ripreso in mano il tema e con esso anche il suo passato di servizio pubblico.

La struttura Rai Documentari, guidata da Duilio Giammaria, esiste da un anno e si è fatta notare: il film sulle nuove scoperte a Pompei ha avuto su Rai2 un record di ascolto in prima serata con il 12% per citare un titolo nuovo, ma tanto altro è in cantiere sia come produzione interna e sia come coproduzione con i tanti produttori indipendenti italiani e con accordi internazionali. Questi ultimi sono alla base di un grande progetto – anticipa Giammaria – sul Mediterraneo, sei puntate con France Televisions, un grande viaggio nel nostro mare e nelle sue grandi contraddizioni ambientali che sarà pronto nel 2022. “Plastic War” indaga il vero volto del “materiale del secolo”, le lobby, gli interessi delle grandi aziende, lo scempio ambientale. “Le mani sull’acqua” invece, esamina la vicenda dei veleni dei Pfas, le sostanze chimiche invisibili che da 50 anni contaminano i terreni e le acque del nostro pianeta: in Veneto è stato scoperto un tasso di inquinamento da Pfas tra i più estesi al mondo.

“Nel 2021 abbiamo in programma 80 documentari, di varie lunghezze e per la prima e la seconda serata. Stiamo lavorando con la giovane società di Sanpa su due serie: il caso Tortora e la tragedia di Vermicino”. Tra i progetti in cantiere anche “una storia di Ilona Staller e una idea con la Fandango di Domenico Procacci sulla mitica squadra della Coppa Davis del ’76 quando Panatta sfidò Pinochet. E per l’anno di Dante tre lavori : Dante Confindential, una specie di game trasportando il poeta nell’oggi, con Pif, una serie internazionale con Pbs e un Dante più politico precursore dell’unità d’Italia”.

Dopo il niet a 274 film italiani, 130 americani e 321 da altri paesi su 34433 lungometraggi sottoposti a censura dal ’44 a oggi e 10092, ammessi dopo modifiche, ben un terzo del totale, secondo il censimento fatto in occasione della mostra permanente del Ministero della cultura, Cinecensura, tutto questo va in archivio.

Il ministro Dario Franceschini ha firmato il decreto che abolisce definitivamente la censura cinematografica, un provvedimento lungamente atteso, che accantona “quel sistema di controlli e interventi che consentiva ancora allo Stato di intervenire sulla libertà degli artisti”, come ha sottolineato.
Ed è istituita la Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche presso la Direzione Generale Cinema del Ministero della Cultura con il compito di verificare la corretta classificazione delle opere cinematografiche da parte degli operatori. In altre parole “si mette in essere una sorta di autoregolamentazione – spiega nel dettaglio all’Ansal Nicola Borrelli, direttore della Direzione generale Cinema e audiovisivo – saranno i produttori o i distributori ad autoclassificare l’opera cinematografica, alla commissione il compito di validare la congruità”. Questo vale per l’uscita in sala, è bene precisarlo perchè per le piattaforme vale il sistema del parental control (e dunque è demandata alla famiglia la responsabilità).

La classificazione è proporzionata alle esigenze della protezione dell’infanzia e della tutela dei minori, con particolare riguardo alla sensibilità e allo sviluppo della personalità propri di ciascuna fascia d’età e al rispetto della dignità umana. Dunque i film sono classificabili , in base al pubblico di destinazione: opere per tutti; opere non adatte ai minori di anni 6; opere vietate ai minori di anni 14 (ma a 12 anni compiuti e con un genitore può vederle).e opere vietate ai minori di anni 18 (ma a 16 anni compiuti e con un genitore può vederle).
“La Commissione verifica la corretta classificazione, proposta dagli operatori nel settore cinematografico”, specifica Borrelli.
Composta da 49 membri incluso il Presidente (è stato nominato il Presidente emerito del Consiglio di Stato, Alessandro Pajno) , nel rispetto dell’equilibrio di genere, avrà durata di 3 anni e vedrà al suo interno sociologi, pedagogisti, psicologi, studiosi, esperti di cinema (critici, studiosi o autori) , educatori, magistrati, avvocati, rappresentanti delle associazioni di genitori e persino di ambientalisti. Per rendere più comprensibile la classificazione i materiali pubblicitari avranno icone indicanti la eventuale presenza dei contenuti ritenuti sensibili per la tutela dei minori, tra i quali violenza, sesso, uso di armi o turpiloquio.

La censura cinematografica ha una storia antica: è nata quasi contemporaneamente alla diffusione, in Italia, del cinema e precisamente con il Regio Decreto n. 532 del 31 maggio 1914, attraverso cui viene approvato il regolamento per l’esecuzione della Legge Facta. Nel corso degli oltre 100 anni il concetto stesso di censura è mutato, passando da severo controllo politico e sociale ad una revisione cinematografica, più propriamente amministrativa. E così dal ruolo di severa vigilanza politica, morale e religiosa (non a caso prima era il Ministro stesso che firmava di suo pugno i documenti), le commissioni di revisione cinematografiche hanno conservato dal passato, soprattutto, l’attenzione alla tutela dei minori. Il sistema della censura in vigore fino ad oggi aveva nelle riunioni di revisione delle commissioni il suo approdo finale ma ben prima nel processo di realizzazione e persino di ideazione si lavorava alla censura: in fase di scrittura, in fase di definizione dei mezzi produttivi, tra consigli opportunisti e vere e proprie contrattazioni perchè per accedere ai crediti agevolati del cinema, come al riconoscimento ministeriale bisognava arrivare senza rischi di censura. Alcuni autori che tentarono una via produttiva indipendente, come Fellini e Lattuada per Luci del varietà o Lizzani per Achtung! Banditi!, furono puniti con il rifiuto parziale o totale da parte delle commissioni di censura, ricorda storicamente la mostra Cinecensura. Tra i tanti casi eclatanti che oggi ci farebbero sorridere La spiaggia di Alberto Lattuada (1954), persino Totò e Carolina di Monicelli (1955), Rocco e i suoi fratelli, La dolce vita, L’avventura, Dolci inganni, La ragazza in vetrina, Il gobbo, la stessa Dolce vita o La ricotta di Pasolini, senza dimenticare i film hard dell’epoca come All’onorevole piacciono le donne con Buzzanca.

Un’antica fornace, forse di epoca medievale o addirittura più antica, è venuta alla luce durante dei lavori di scavo a Lunano, in provincia di Pesaro-Urbino. A confermarlo è la Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio delle Marche.

I reperti, in prossimità di piazza delle Libertà, sono riaffiorati a seguito delle opere di sostituzione della rete idrica svolti da Marche Multiservizi.
“I lavori di posa della nuova condotta dell’acqua, grazie alla presenza in cantiere di archeologi professionisti, hanno consentito di scavare e documentare questa antica fornace”, spiegano dalla Soprintendenza. “Si tratta della porzione interrata di una fornace, – aggiunge – probabilmente utilizzata per la cottura di ceramica, costituita da uno spazio rettangolare con pilastrini laterali a pettine che sorreggevano il piano, non conservato, della camera di cottura”.

“Si riconosce anche il ‘praefurnium’, l’apertura che permetteva il carico e la combustione necessaria al funzionamento della fornace”, spiegano gli archeologi che sottolineano come, “al momento non sia facile proporre una datazione esatta della struttura, che potrebbe essere di età medievale o anche più antica”. I resti della fornace, emersi a poca profondità, sono stati protetti con gli adeguati accorgimenti del caso e si è proceduto con il loro rinterro, per consentire il prossimo ripristino della regolare viabilità.

“Oggi è il 27 marzo, giorno in cui avremmo voluto riaprire i teatri e i cinema. Ma l’Italia è tutta in zona rossa e arancione e quindi siamo costretti a rinviare il momento che tutti aspettiamo e a sperare che arrivi presto”.

Lo ha detto Dario Franceschini, ministro della cultura e dello spettacolo, intervenendo in streaming alla cerimonia di consegna della cittadinanza onoraria a Riccardo Muti, al Comune di Palermo. A questo proposito Franceschini ha osservato: “Da oggi Riccardo Muti è cittadino di Palermo e tutti noi con lui ci vogliamo considerare palermitani. Sono certo che questo periodo così doloroso porterà con sé un piacevole conseguenza: una voglia crescente di libri, di musica e di cinema.”

Riferendosi infine alle recenti dichiarazioni del direttore d’orchestra sulla necessità di sostenere orchestre e teatri ogni regione d’Italia, il ministro ha aggiunto: “Conosco bene l’intento del maestro Muti -e lavoreremo per assecondare i suoi desideri. Che ogni regione e ogni città debbano avere un’orchestra e un teatro è desiderio anche mio, del resto ricorderete quanto spazio il premier Draghi ha dedicato alla cultura nel suo discorso inaugurale”

La Sirenetta della Disney sbarca sulle spiagge della Sardegna. Il colosso cinematografico americano ha scelto l’isola, e in particolare la Gallura, come scenario per il remake del film d’animazione che nel 1999 sbancò ai botteghini.

La notizia anticipata dal quotidiano La Nuova Sardegna nell’edizione in edicola oggi non ha ancora il crisma dell’ufficialità, ma l’organizzazione è già in moto e a maggio la produzione, la troupe e i protagonisti prenderanno casa a Santa Teresa Gallura, dove quasi sicuramente avrà base il quartier generale, mentre le riprese potrebbero essere fatte tra Santa Teresa, Castelsardo e Golfo Aranci.

Dopo l’operazione realizzata tra Olbia e le coste galluresi nel 2017 da George Clooney, regista e autore della mini-serie “Catch 22” prodotta da Sky Atlantic e Paramount Television, la Sardegna e in particolare il quadrante nordorientale tornano quindi sotto i riflettori del grande cinema internazionale. La Sirenetta sarà la 21enne cantante Halle Bailey, mentre il Re Tritone sarà il premio Oscar Javier Bardem.

Al Teatro Comunale di Bologna sarà protagonista la direttrice d’orchestra ucraina Oksana Lyniv, prima donna nella storia ad inaugurare il 25 luglio prossimo il Festival di Bayreuth con Der Fliegende Hollander (L’Olandese volante).
Oksana Lyniv, che lo scorso anno si è aggiudicata il premio come miglior direttore d’orchestra agli Oper Awards tedeschi, dirigerà il concerto trasmesso in streaming sul canale YouTube del Comunale il 28 marzo alle 17.30 con un programma composto dalla Sinfonia N.25 in sol minore KV 183 di Mozart e dalla Sinfonia N. 2 in do maggiore Op. 61 di Robert Schumann. Questo appuntamento, già programmato nella scorsa stagione sinfonica del Comunale, cancellato a causa della pandemia, segna il debutto italiano dell’artista ucraina.

“Sono molto contenta del mio debutto italiano – ha commentato la direttrice durante le prove del concerto -. Sono entusiasta dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, della tradizione, del suono e soprattutto della musicalità e sensibilità dei musicisti. Non succede spesso che ci si capisca senza parole con i soli sguardi, che ci si capisca attraverso le vibrazioni personali”.

Oksana Lyniv è stata l’assistente di Kirill Petrenko alla Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera e ha guidato l’Opera di Graz in Austria. La sua carriera l’ha portata sul podio di istituzioni quali il Gran Teatre del Liceu di Barcellona, il Theater an der Wien di Vienna e la Staatsoper Unter den Linden di Berlino. Molto legata alla sua terra d’origine, ha fondato a Leopoli il Festival Internazionale di Musica Classica “LvivMozArt” e l’Orchestra giovanile dell’Ucraina. Il concerto, registrato a porte chiuse nella Sala Bibiena, fa parte dell’iniziativa promossa dall’Anfols “Aperti, nonostante tutto”.

La barba dipinta sul volto di Dante Alighieri è originale e non è stata aggiunta successivamente in maniera posticcia. E’ quanto emerge da un primo esame diagnostico effettuato dal team di esperti del Consorzio Pragma, a cui il Comune di Orvieto si è rivolto per procedere alla valutazione del dipinto che si trova nell’ufficio del sindaco, Roberta Tardani, che raffigura, appunto, un inedito Dante con la barba.

Il risultato a cui sono giunti i restauratori Valentina Romé, Davide Rigaglia e Massimiliano Massera è stato frutto di una serie di analisi all’ultravioletto Uv e con l’ausilio di un microscopio digitale a fibra ottica.
A livello figurativo – è ancora emerso – il dipinto, con ogni probabilità una pittura a tempera, potrebbe risalire a fine ‘700. Elementi utili alla datazione potrebbero emergere anche dai riscontri sul timbro che si trova sul bollo in ceralacca apposto sul retro e che si trovano anche su altri due quadri di proprietà del Comune di Orvieto. Dipinti che farebbero parte della cosiddetta Collezione Gualterio appartenente al politico e storico orvietano vissuto nell’800 Filippo Antonio Gualterio.

Una grande celebrazione del Dantedì, il giorno dedicato a Dante Alighieri a 700 anni dalla morte, quella voluta dall’assessore alla Città della Cultura e della Solidarietà di Corigliano-Rossano Donatella Novellis all’interno del progetto “Siamo Culture – Ponte tra Oriente e Occidente”, realizzato in collaborazione con Officine delle Idee.

“Tu se’ lo mio maestro e ‘l mio autore” è l’evento che l’assessore Novellis ha voluto realizzare insieme all’associazione “Gli amici dell’arte” guidata dal professor Giuseppe De Rosis che con la sua forza creativa è riuscito a miscelare lectio a reading su Dante Alighieri grazie alle piacevoli incursioni letterarie di Maria Rosaria Bianco, Franco Liguori, Giusy Liguori, Annazurra Luchetta, Erminia Madeo, Anna Minnicelli moderati da Anna Milieni.

Trasmesso online, a causa dei divieti delle normative per il contenimento del Covid, il Dantedì di Corigliano-Rossano ha avuto tanti utenti collegati che hanno visto in diretta l’evento e che possono ancora rivederlo sulle pagine Fb del Comune e di Siamo Culture e sul suo relativo canale YouTube.

«Come amministrazione non potevamo ignorare questo 25 marzo – ha spiegato nel suo intervento l’assessore Donatella Novellis – abbiamo voluto celebrare Dante Alighieri perché ricorre in un anno particolare dedicato alla sua figura a 700 anni dalla sua morte».

«Il periodo – continua – ci impone di utilizzare anche la leggerezza per alleviare la fatica dell’emergenza sanitaria. Il 14 febbraio abbiamo lanciato l’iniziativa “Amando Dante” all’interno del progetto Siamo Culture. “Amando Dante” è un modo per ricordare il poeta attraverso le sue parole trasformandole in video. Tutti possono partecipare, dai singoli alle classi, dai più piccoli ai più grandi. Sono arrivati circa 40 video ad oggi e abbiamo deciso di posticipare la data di scadenza per gli invii al 5 aprile. I video saranno giudicati da una commissione ad hoc che sceglierà quelli che faranno parte della composizione finale».

«Voglio ringraziare il professor De Rosis e tutti “Gli amici dell’arte” – conclude l’assessore Novellis – per la passione che ci hanno trasmesso grazie alle loro interpretazioni».

I Maneskin hanno ufficialmente ricevuto il premio della Giuria degli Adolescenti. Radioimmaginaria, network degli adolescenti dagli 11 ai 17 anni, ha coordinato per il terzo anno, in occasione del Festival di Sanremo, la Giuria degli Adolescenti composta da 100 ragazzi dagli 11 e i 22 anni provenienti da tutta Italia.

Al termine di ogni serata della kermesse i giurati, dopo avere ascoltato ogni esibizione, hanno votato la loro canzone preferita. Il primo anno hanno decretato come vincitore Ultimo, il secondo i Pinguini Tattici nucleari, quest’anno hanno proclamato i Maneskin (secondi Francesca Michielin e Fedez, terzo Ermal Meta). È la prima volta che il vincitore della Giuria degli Adolescenti è lo stesso del Festival di Sanremo.