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Francesco Cangemi

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Nastro d’Argento per Laura Pausini, interprete e autrice della migliore canzone originale 2021, Io sì (Seen) Atlantic/Warner del film originale Netflix The Life Ahead – La vita davanti a sé di Edoardo Ponti con Sophia Loren.

Un premio che entra nel suo palmarès dopo la vittoria del Golden Globe e la candidatura agli Oscar© 2021, e si aggiunge al Grammy e a ben quattro Latin Grammy Awards.

Io si (Seen), segna la prima collaborazione di Laura Pausini con Diane Warren, già undici volte nominata agli Oscar© e la prima collaborazione anche con Bonnie Greenberg (music supervisor di film come Tutto può succedere, Il matrimonio del mio migliore amico, What women want, The Mask) e per il testo italiano rinnova quella con Niccolò Agliardi, tra i suoi più assidui coautori, molto vicino al cinema e alla grande fiction italiana, che martedì sera riceverà il Nastro con lei. “Un altro riconoscimento per IO SI/Seen a cui devo dire grazie, davvero.

Per tutte le emozioni e le soddisfazioni che mi ha dato, anche internazionali. Ma grazie anche per le montagne russe che mi ha fatto vivere in questo anno così strano per tutti. Dal profondo del cuore mi auguro che tutto, anche il Nastro D’Argento per cui sono davvero orgogliosa, contribuisca a dare un’ulteriore spinta al nostro cinema da sempre tanto ammirato in tutto il mondo”.

Achille Lauro annuncia di aver siglato uno dei più importanti Overall Deal d’Europa con Amazon Prime, che prende il via con la partecipazione al programma Celebrity Hunted, disponibile su Amazon Prime Video. Per due anni l’artista parteciperà alla produzione di film, serie tv, documentari e formati in collaborazione con Amazon Prime.

“Ho avuto l’onore di partecipare al film Anni da Cane e alla serie Prisma anche producendo colonne sonore e inediti.- sottolinea l’artista – Mi preme l’obbligo di ringraziare Nicole Morganti, Head Italian Originals Prime Video, una manager visionaria e creativa come poche ne ho incontrato. Grazie anche a Francesca Bianchini che ha negoziato insieme al mio manager Angelo Calculli un contratto cosi importante per la mia carriera artistica”.

La morte di George Floyd, le rivolte degli afroamericani successive alle violenze della polizia, l’orgoglio black è stato il tema dominante del Pulitzer, i cui vincitori, nelle 22 categorie, sono stati annunciati. Insieme a un altro filone portante dei riconoscimenti: la pandemia, l’anno vissuto con il dramma del coronavirus.

Dalle fotografie della Associated Press dei disordini in America, all’immagine simbolo dell’abbraccio con le protezioni in plastica tra due anziani (AP anche quella), alla copertura da ‘servizio pubblico’ del New York Times per tutto quello che dalla salute alla crisi economica è stato il racconto di un anno ‘dietro la curva dei dati’. Su tutto una premessa: l’anno vissuto pericolosamente dal mondo dell’informazione, una prima linea tutta orientata a schivare le false notizie, a dare il giusto peso alle tante notizie imprecise, uno slalom tra vero e falso che con temi come la salute mondiale e il razzismo ha avuto “mai come quest’anno” un valore decisivo, come è stato detto da Mindy Marques e Stephen Engelberg, presidenti dell’organizzazione che assegna i Pulitzer dalla Colombia University.
“Un anno senza precedenti anche per il mondo del giornalismo chiamato a raccontare la complessità dell’emergenza coronavirus, la resa dei conti razziale e le turbolenti contestate elezioni presidenziali”. E ribadito “il ruolo cruciale dell’informazione per la democrazia. Non c’è stato un momento in cui più di questo c’è stato bisogno di documentare, raccontare, evidenziare con chiarezza e verità quanto stava accadendo”.

La vicenda Floyd ha fatto emergere come potente anche il valore dei cittadini-reporter per documentare fatti che altrimenti non avrebbero avuto luce. In questo senso va il riconoscimento prestigioso, una citazione speciale attribuita a Darnella Frazier, la 18enne che filmando con il cellulare l’ultimo respiro di Floyd sotto il ginocchio mortale del poliziotto di Minneapolis ha reso pubblica la brutalità di quella morte con tutto quello che è successo dopo. Nelle categorie giornalistiche premi sono andati tra gli altri alla copertura Floyd dello Star Tribune di Minneapolis, al Boston Globe per l’investigazione sulle mancate informazioni dei governi statali sui conducenti di camion pericolosi. Andrew Chung, Lawrence Hurley, Andrea Januta, Jaimi Dowdell and Jackie Botts di Reuters ex aequo con Ed Yong di The Atlantic hanno vinto per Explanatory Reporting; Staffs of The Marshall Project; AL.com, Birmingham; IndyStar, Indianapolis; and the Invisible Institute, Chicago per national reporting per una lunga inchiesta sulle unità K-9 e sui danni dei cani poliziotto, mentre per International Reporting a vincere sono stati Megha Rajagopalan, Alison Killing and Christo Buschek of BuzzFeed News, New York che hanno svelato al mondo una nuova infrastruttura costruita dal governo cinese per la detenzione di massa dei musulmani.

Per le categorie libri ha vinto per la fiction The Night Watchman di Louise Erdrich (Harper), un romanzo di lotte dei nativi americani nel 1950, per i drammi The Hot Wing King di Katori Hall una storia divertente sulla mascolinità black attraverso l’esperienza di vita di una coppia gay che si prepara ad una competizione culinaria; per la storia Franchise: The Golden Arches in Black America di Marcia Chatelain (Liveright/Norton), un ritratto di come la lotta per i diritti civili si sia intrecciata con il destino delle imprese nere del fast food, per le biografia ancora tema black dominante con The Dead Are Arising: The Life of Malcolm X, di the late Les Payne and Tamara Payne (Liveright/Norton). per la poesia Postcolonial Love Poem di Natalie Diaz (Graywolf Press), per la non fiction Wilmington’s Lie: The Murderous Coup of 1898 and the Rise of White Supremacy, di David Zucchino (Atlantic Monthly Press), per la musica Stride di Tania León (Peermusic Classical).

La vicenda di Alfredino Rampi è un sasso duro nel cuore di gran parte degli italiani, di chi la seguì all’epoca e la ricorda ancora nitidamente e di chi ne ha sentito anche solo parlare. Una storia che ha segnato in maniera profonda il nostro Paese, ma capace di generare un lascito positivo, grazie alla tenacia e all’altruismo dei genitori di Alfredino, Franca e Ferdinando Rampi, che fondarono il Centro Rampi e seppero unire le forze migliori del Paese in quella Protezione Civile su cui tutti gli italiani possono oggi contare.

Una storia, quella di Alfredino, dalla quale sono trascorsi 40 anni e che Sky e Lotus hanno deciso di raccontare nella miniserie Sky Original Alfredino – una storia italiana. E sempre in quest’ottica Sky ha voluto realizzare il podcast Le fiabe prudenti, sette racconti per bambini, uno per ogni sera della settimana, dedicati ad Alfredino, che parlano di sicurezza prendendo spunto dalle pillole di prevenzione del Centro Rampi, realtà impegnata quotidianamente da quarant’anni per la sicurezza dei bambini in attività di formazione e prevenzione nelle scuole.

Le fiabe prudenti a partire dal 12 giugno saranno disponibili su Spotify una al giorno, scritte per Sky da Stefania Andreoli, psicoterapeuta e autrice che lavora da sempre con l’età evolutiva. Ambassador dal 2017 della campagna “InDifesa” di Terre des Hommes in favore della condizione delle bambine nel mondo, da gennaio 2020 è Giudice Onorario del Tribunale per i minorenni di Milano. La voce narrante di ogni episodio è di Anna Foglietta, attrice che interpreta la madre di Alfredino, Franca Rampi, nella produzione Sky Original Alfredino – Una Storia Italiana, in prima TV il 21 e 28 giugno su Sky Cinema e in streaming su Now.

Le fiabe prudentI In ciascuna fiaba il bambino o la bambina protagonista, avvertirà un prurito al naso (anche per questo le fiabe sono “prudenti”) ogni volta che si troverà in una situazione di potenziale pericolo. I piccoli impareranno, ad esempio, come affrontare un incendio boschivo (con la fiaba “Naso a zig zag”) o una fuga di gas (la fiaba “Naso a manovella”), come fare un albero di Natale sicuro (come raccontato in “Naso alla Giacomo Giacomo”), o ancora si troveranno rinchiusi in un ascensore bloccato (nella fiaba “Naso a cento all’ora”). Impareranno quanto sia imprudente sporgersi da balconi o salire su sedie e tavoli troppo vicini alle finestre (in “Naso a elica”), trovarsi in prossimità di un lago o del mare durante un temporale (come spiegato nella fiaba “Naso alla bersagliera”) e quanto sia sconsigliato toccare apparecchiature elettriche con mani e piedi bagnati (“Naso a coccodè”).

Stefania Andreoli ha dichiarato: “Avere accettato di essere coinvolta nel lancio della produzione Alfredino – Una storia italiana per me non è nemmeno stata una scelta. Io nel 1981 avevo due anni. Non potrei avere ricordi coscienti della vicenda, eppure ricordavo tutto perché a me come a tutti è entrata sotto pelle, vive ancora oggi. E poi, perché invece non sapevo che la tragedia di Alfredino Rampi avesse dato vita alla creazione della Protezione Civile, di cui peraltro fa parte orgogliosamente mio zio. Non rinuncio mai a progetti che prima ancora che insegnare qualcosa, mi insegnano qualcosa”.

Tutti a pregare, battere i piedi e cantare sulla voce divina di Aretha Franklin prima alla Berlinale 2019 e poi, il 4 luglio dello stesso anno, nel Teatro Antico del Festival di Taormina. Insomma il docu Amazing Grace, sul leggendario album della Franklin del gennaio 1972, va diritto al cuore.

Una performance realizzata circa cinquanta anni fa con il Southern Community Choir e il reverendo James Cleveland nella New Temple Missionary Baptist Church a Los Angeles.

Firmato da Alan Elliott, il film in sala dal 14 al 16 giugno con Adler Entertainment e i cui materiali furono girati all’epoca da Sidney Pollack e poi per motivi legali e tecnici mai videro la luce, racconta senza alcun commento il ritorno della regina del gospel da dove era partita, ovvero da quella chiesa dove Aretha e le sue due sorelle, Carolyn ed Erma, intrattenevano i fedeli del padre, il famoso predicatore battista C.L. Franklin. E questo prima che la cantante diventasse un’icona del soul e del R&B e quando aveva già all’attivo brani come Respect, I Say a Little Prayer, (You Make Me Feel Like a) e Natural Woman.

Nel documentario tanti brani di questo album (il diaco gospel di maggior successo di tutti i tempi), tra cui una straordinaria versione di undici minuti di Amazing Grace, ma anche Never Grow Old, la stupenda Wholy Holy e la corale Climbing Higher Mountains.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è annunciato martedì 15 giugno all’inaugurazione della Stagione Estiva del Teatro dell’Opera di Roma con Il Trovatore di Verdi nell’interpretazione musicale del maestro Daniele Gatti e la regia di Lorenzo Mariani. Il capo dello Stato sarà ricevuto, al suo arrivo al Circo Massimo, dalla Sindaca di Roma e Presidente della Fondazione, Virginia Raggi, e dal Sovrintendente Carlo Fuortes.

C’è attesa per il debutto di questo nuovo allestimento de Il trovatore che apre ufficialmente la stagione estiva 2021 del Teatro dell’Opera di Roma. Tra gli ospiti di martedì sera al Circo Massimo per la prima de Il trovatore: il Giudice Costituzionale Silvana Sciarra; il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese; il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti; l’Ambasciatore di Francia S.E. Christian Masset; l’Ambasciatore di Germania S.E. Viktor Elbling; l’Ambasciatore di Spagna S.E.

Alfonso Dastis; il sottosegretario di Stato al Ministero della cultura Lucia Borgonzoni; il Prefetto di Roma Matteo Piantedosi; il Presidente Camera di Commercio Lorenzo Tagliavanti; la Direttrice Rai Fiction Maria Pia Ammirati; la Direttrice Rai Cultura Silvia Calandrelli; la Direttrice della Galleria Borghese Francesca Cappelletti; la Presidente di Acea Spa Michaela Castelli; il Presidente della Fondazione la Biennale di Venezia Roberto Cicutto; la presidente del MAXXI Giovanna Melandri.

In occasione del settecentenario dalla morte del sommo poeta, Dante Alighieri e Corigliano-Rossano continuano ad incontrarsi grazie al progetto “Siamo Culture – Ponte tra Oriente e Occidente”, voluto da Donatella Novellis, assessore alla Città della Cultura e della Solidarietà, e promosso in collaborazione con Officine delle Idee.

La lectio magistralis “Dante a Corigliano-Rossano. Testimonianza di un filosofo francese” tenuta dal professor Bruno Pinchard, presidente della Société Dantesque de France, è stata l’occasione per ascoltare quali e quante connessioni ci siano tra l’universo dantesco e il territorio jonico. Una lezione che ha portato il progetto “Siamo Culture” alla sua dimensione internazionale.

All’incontro ha fornito un contributo rilevante il dottor Vincenzo Piro dell’Università Paris 1 Panthéon-Sorbonne, che ha introdotto e presentato il professor Pinchard. Proprio l’assessore Novellis ha sottolineato quanto il dott. Piro sia non solo un ricercatore di altissimo profilo, quanto altresì un esempio per i giovani di Corigliano-Rossano – di cui è figlio – poiché dimostra quanto la perseveranza nel seguire le proprie inclinazioni possa portare alla piena realizzazione di sé stessi.

Il pubblico nella Sala degli Specchi del Castello ducale (che ha rispettato tutte le normative anti Covid previste per la ripresa degli eventi in presenza), è rimasto estasiato dalla lezione di Bruno Pinchard che, partito dalla Divina Commedia di Dante Alighieri, ha mostrato gli elementi di connessione con il territorio jonico e con la Calabria più in generale.

Particolarmente interessante la prospettiva presentata da Pinchard, secondo la quale la terra di Calabria è presente nell’opera quando descrive, ad esempio, il viaggio di Ulisse dall’isola di Ogigia alla Terra dei Feaci. Di particolare pregnanza le letture degli elementi costitutivi del paesaggio – il mare, la montagna, i centri storici -, del compasso, della verticalità ed orizzontalità, attraverso interpretazioni metafisiche in chiave dantesca che offrono nuove letture dell’esistente.

Gli anni di studio presso la Normale di Pisa hanno fatto nascere in Pinchard il grande amore per Dante e questo gli ha permesso di entrare a contatto più profondamente con la cultura italiana e con le opere del sommo poeta più in particolare.

«La lectio magistralis del professor Pinchard e la presenza del dottor Piro hanno fornito un contributo importante all’azione culturale necessaria nel nostro territorio – dice l’assessore Donatella Novellis –, portando quanti hanno goduto del privilegio di ascoltare la Lectio e partecipare al dibattito successivo, a riflessioni su una lettura del territorio secondo una prospettiva decisamente nuova. Il progetto “Siamo Culture” ha toccato una dimensione internazionale, consona alla ricchezza culturale del territorio che abbiamo il privilegio di abitare. Abbiamo bisogno di vivere dimensioni come questa, abbiamo bisogno di approfondire la conoscenza della nostra terra, delle sue stratificazioni storiche e culturali millenarie, anche attraverso prospettive di lettura ed interpretazione che aprono a percorsi interpretativi inusuali. Sono particolarmente lieta che nella suggestiva Sala degli Specchi del Castello Ducale fosse presente una rappresentanza di studentesse e studenti, di cittadini impegnati nell’associazionismo culturale che hanno preso parte alla tavola rotonda seguita alla Lectio».

Apre ufficialmente il Memoriale Cavour di Santena (Torino), inaugurato il 6 giugno dalla ministra per le Politiche Giovanili, Fabiana Dadone, che ha tagliato il nastro tricolore con la sindaca di Torino, Chiara Appendino, e il presidente della Fondazione Cavour, Marco Boglione. Una lunga cerimonia per i 160 anni dalla morte dello statista, avvenuta il 6 giugno 1861, a Torino nel palazzo di famiglia, secondo le fonti ufficiali per febbre malarica, ma più probabilmente per avvelenamento.

La celebrazione è iniziata alle 6.45, ora esatta del decesso, con la bandiera a mezz’asta in segno di lutto e le fanfare della banda musicale. Il Memoriale era già stato inaugurato virtualmente, a causa del Covid, il 17 marzo, nel giorno dei 160 anni dell’Unità d’Italia. “Cavour è stato il primo presidente del Consiglio dei ministri dello Stato unitario, ma ha avuto anche una grande attenzione all’Europa che deve fare riflettere. Grazie alla ristrutturazione del Memoriale, con l’intervento della struttura di missione della presidenza del Consiglio, restituiamo questo incredibile patrimonio alla comunità di Santena e a tutto il Paese perché venga valorizzato. E soprattutto lo restituiamo alle nuove generazioni”, ha sottolineato la ministra. “Cavour – ha detto la sindaca Appendino – ci ha lasciato un’eredità importante: un Paese unito dopo secoli di divisioni e di sottomissione alle potenze straniere, ma anche un lascito pesante per le sfide che l’Italia ha dovuto affrontare e gli ostacoli che è stata chiamata a superare nel tempo per diventare un Paese che basa le sue fondamenta sulla libertà, sulla giustizia, sulla democrazia”.

“E’ un gioiello del territorio, un tempio del Risorgimento, della nostra storia. Un luogo che saprà attrarre turisti, dove meditare, riflettere”, ha affermato l’assessore regionale alla Semplificazione, Maurizio Marrone. Boglione ha annunciato che il Premio Cavour sarà conferito quest’anno a Romano Prodi: la consegna avverrà il 20 settembre.

Dalla collaborazione tra il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude e l’Accademia Albertina di Torino, ormai decennale, nasce il progetto ‘RigenerArti. 14 opere dell’Accademia Albertina per #LaVenariaGreen’.

Alcuni giovani artisti, allieve ed allievi dell’Accademia Albertina, sono stati invitati a riflettere sui temi della tutela dell’ambiente e della sostenibilità, interpretando la bellezza della natura, dell’arte e del paesaggio della Reggia di Venaria.

Nascono così le opere di RigenerArti, quattordici progetti che hanno visto gli allievi cimentarsi con differenti mezzi espressivi: dalla pittura alla scultura, dalle performance alle video istallazioni, interpretando il tema proposto in una chiave personalissima e invitando il pubblico a riflessioni che mettono in luce la grave minaccia a cui la natura è sottoposta a causa del comportamento sconsiderato dell’uomo. Una ricchezza di sguardi e di sensibilità da ricondursi anche alla ‘internazionalità’ di questo gruppo selezionato di giovani artisti RigenerArti diventa così un inno alla natura ma anche ai giovani, generatori da sempre di nuove idee e valori per la comunità. La Reggia di Venaria scommette su di loro, affidando loro, con questo progetto di partecipazione attiva, il ruolo di produttori della sua offerta culturale, con l’intento di renderli responsabili di un patrimonio culturale di cui sono, a tutti gli effetti, eredi.

Nel segno del Pride, la moda si tinge dei colori dell’arcobaleno. Cominciando da Versace e Lady Gaga, insieme per celebrare il Pride Month che quest’anno coincide con il decimo anniversario dell’album Born This Way, inno alla libertà d’espressione e d’identità.

Donatella Versace ha ricreato una copia della giacca in pelle che aveva realizzato per i look di Lady Gaga nel tour di Born This Way Ball, per metterla all’asta e devolvere i proventi a The Born This Way Foundation. Inoltre, Versace ha realizzato una T-shirt unisex e un berretto con il logo Versace nei colori dell’arcobaleno, disponibili sul proprio sito, di cui parte dei ricavi sarà devoluta a The Born This Way Foundation.
Il marchio americano Dockers presenta una collezione limited edition gender-fluid di 5 capi con cui conferma il supporto alla Stonewall Community Foundation.
Cos lancia una capsule di T-shirt con l’artista londinese Coco Capitán con tre scritte ispirate alla libertà di amare, con la tipica grafia di Capitán, ricamate su cotone organico pesante.

Inoltre Cos riedita per il secondo anno la sua tote bag in edizione limitata, in cotone riciclato. Tutti i proventi dell’acquisto delle T-shirt e tutti i profitti delle vendite delle tote bag saranno donati a Kaleidoscope Trust.
H&M presenta “Beyond the Rainbow”, campagna interattiva a sostegno del Pride e della comunità LGBTQIA+, incoraggiando le persone a condividere le loro storie attraverso una nuova app dedicata. Protagonisti della campagna alcuni attivisti italiani, Francesco Cicconetti, Maria Laura Annibali e Lidia Merlo, l’attrice e cantante americana Mj Rodriguez (Michaela Jae Rodriguez), l’influencer messicano Héctor Trejo, l’attore, modello e ambasciatore del Pride danese DJ Sus Wilkins e l’attivista e attore americano Chella Ma. H&M donerà 100mila dollari al Fondo Free & Equal delle Nazioni Unit che sostiene la parità di diritti e il trattamento equo della comunità LGBTQIA+ nel mondo.
Boss lancia una capsule di capi unisex nei colori della bandiera del Pride a sostegno di Ilga (International Lesbian and Gay Association) associazione che riunisce 1.700 organizzazioni in 160 paesi