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Francesco Cangemi

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Arriva agli Uffizi il busto di Costanza Piccolomini Bonarelli, scolpito nel marmo da Gian Lorenzo Bernini per omaggiare l’amata, ma poi deturpato al volto in un eccesso di gelosia dell’artista: così l’arte antica si riflette nell’attualità, ricordando quanto la violenza di genere sia un dramma senza tempo, con ‘Lo sfregio,’ in mostra agli Uffizi.

A corredo, gli scatti contemporanei di Ilaria Sagaria dedicati alla donne sfigurate con l’acido protagoniste del ciclo ‘Il dolore non è un privilegio’.

La mostra viene organizzata nel mese in cui ricorre la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e pone in dialogo le immagini di Sagaria col capolavoro di Bernini, in prestito dal Bargello.

Nel busto in marmo (databile 1637-1638) si ritrae la donna con naturalezza e intimità. Bernini scoperto però il legame di Costanza col fratello Luigi, impazzì di gelosia e sentendosi tradito fece sfregiare il volto marmoreo della donna pur raffigurata con la propria somma arte. Bernini non subì conseguenze per il danneggiamento, invece Costanza venne reclusa in un monastero quattro mesi come punizione. Il direttore Eike Schmidt ha detto che “il busto di Costanza Piccolomini Bonarelli è stato sottoposto a un restauro finanziato dalle Gallerie degli Uffizi: l’opera si può di nuovo apprezzare appieno, grazie a questo simbolico atto di risarcimento, però contro i danni del tempo. In mostra la guardiamo non solo come un capolavoro di uno dei massimi scultori barocchi, ma siamo invitati a riflettere sull’efferata violenza dei forti contro i deboli. E a meditare sul dolore inenarrabile della sopravvivenza”. “Nonostante ci siano stati casi di aggressione anche a uomini – ha spiegato Sagaria – queste violenze hanno impatto maggiore sulle donne.
Attraverso le loro testimonianze ho ricostruito un racconto che potesse restituire questi momenti senza spettacolarizzarne il dolore”.

Tornano le ‘Bambine Ribelli’ e sono tutte italiane nel nuovo volume di ‘Storie della Buonanotte’ dove insieme a Elsa Morante, Sophia Loren, Fernanda Pivano, Tina Anselmi, Bebe Vio, Samantha Cristoforetti, Raffaella Carrà troviamo anche la signora feudale Matilde di Canossa e l’imprenditrice Chiara Ferragni.

Il libro, che esce il 2 novembre per Mondadori, mantiene la stessa formula, in brevi biografie con una citazione delle protagoniste e il coinvolgimento di diverse illustratrici, ma è dedicato a un tema.

E questa volta viene reso omaggio a “100 donne italiane straordinarie. Donne che hanno fatto, fanno e faranno la Storia e la cultura del nostro Paese”.

Ad aprire il volume, firmato ormai solo da Elena Favilli, dopo l’uscita dal progetto di Francesca Cavallo, è la poetessa Alda Merini che dice “non sono una donna addomesticabile”. Anna Magnani, prima italiana a vincere il Premio Oscar come miglior attrice, affermava invece:”Tutto quello che faccio mi è dettato dal cuore”, come viene ricordato nel libro. E Carla Fracci , morta il 27 maggio 2021, pensava che “la danza è un dialogo incessante con la bellezza”. L’invito di Chiara Ferragni è: “Non fate compromessi, perchè gli uomini non li fanno”.
In questo viaggio alla scoperta delle grandi figure della nostra storia ecco le scienziate e astrofisiche Rita Levi Montalcini e Margherita Hack. Tra le storie indimenticabili quelle di Nilde Iotti, che per tredici anni consecutivi è stata, dal 1979, presidente della Camera dei Deputati, della ministra Tina Anselmi, della senatrice Lina Merlin, della fotografa e attivista Tina Modotti, dell’avvocato delle donne Tina Bassi, della stilista Miuccia Prada, della manager Marisa Bellisario, della virologa a capo dello Spallanzani di Roma Maria Rosaria Capobianchi, che con il suo team è stata fra i primi al mondo a isolare il Covid-19. Della calciatrice Carolina Morace e della pilota di Formula 1 Lella Lombardi che dice: “Sotto il casco, donne e uomini siamo del tutto uguali”.
Ci si imbatte anche nelle avventure di figure brillanti, intelligenti e coraggiose come la fotografa reporter Letizia Battaglia, la grande giornalista Oriana Fallaci. E ancora Giulietta Masina, Gae Aulenti, Bianca Pitzorno, Gianna Nannini, Franca Valeri, Artemisia Gentileschi e la studentessa Hanna, giovane rifugiata nigeriana aspirante scrittrice, che al suo arrivo in Italia è stata supportata da Save the Children a cui andrà parte del ricavato del libro. “per contrastare la povertà educativa e dispersione scolastica”. La serie ha venduto finora nel mondo 7 milioni di copie di cui 1 milione in Italia ed è stata tradotta in 51 lingue in 106 Paesi.

E’ una cavalcata per grandi e piccini che potrebbe non finire mai e “non è stato facile sceglierne solo cento, perché ne esistono, e ne sono esistite, molte altre che hanno fatto altrettante cose incredibili” come spiega Elena Favilli nella prefazione. Certo, aggiunge, “L’Italia finora non ha mai avuto una donna come Primo Ministro né come Presidente della Repubblica. Tutte le cariche più altre nelle aziende, nei partiti, negli ospedali, nelle scuole, nei giornali, nei teatri, nei musei, nell’amministrazione delle città…sono ancora oggi saldamente occupate da uomini nella stragrande maggioranza dei casi. Qualcosa però sta cambiando”. E si augura che queste storie: “possano ispirarvi a intraprendere nuovi studi, viaggi, avventure, professioni, battaglie. Possano spingervi a essere in prima persona portatrici e portatori di un cambiamento nella nostra società. Ma soprattutto possano farvi amare ancora con più forza l’Italia” dice la Favilli, autrice bestseller, giornalista professionista e fondatrice del gruppo editoriale e multimediale Rebel Girls.

Dopo Mia madre “volevo tanto scrivere una commedia, ma non ci sono riuscito. Il prossimo film lo sarà. Almeno così mi sembra. È un soggetto originale scritto con Francesca Marciano, Federica Pontremoli e Valia Santella. E, dopo tanti anni, io ne sarò il protagonista”. Lo dice Nanni Moretti in un’intervista con Ilaria Ravarino sul nuovo numero di Elle Italia. Il regista di Tre Piani sottolinea di non pensare al piccolo schermo, come stanno facendo vari colleghi: “Tanti miei amici fanno le serie e poi vengono da me a lamentarsi: ‘Ma lo sai che ci hanno detto? Che il loro pubblico di riferimento sono i tredicenni che vedono le serie sul telefonino andando in metropolitana. E poi ci mandano all’ultimo momento i dialoghi cambiati, ci controllano e contestano le scelte degli attori, anche per i ruoli minori…’. Vengono da me e si lamentano per il modo di lavorare di Netflix, Amazon, Disney. Ancor prima che come regista, produttore, esercente io sono per il cinema in sala come spettatore. Finché sarà possibile scriverò e dirigerò e produrrò film per le sale”.

Durante l’intervista, il regista commenta anche la presenza sui set americani, per le scene di sesso, di consulenti per l’intimità: “Una scemenza totale. E comunque sul sesso mi pare che negli Stati Uniti non siano molto lucidi in questo periodo. Ho visto un brutto documentario in cui si metteva sullo stesso piano Harvey Weinstein, che ha commesso molti reati, e Woody Allen, che non ha commesso nessun reato”.

Tra gli altri temi, i tre film firmati da registe che il cineasta produrrà con la Sacher (Almost home di Carolina Pavone, Piazza di Karen Di Porto e Las leonas di Isabel Achaval e Chiara Bondi) e la sua prova da attore, diretto da Francesca Archibugi in Il colibrì, dal romanzo Premio Strega di Sandro Veronesi: “Pensavo fosse la quinta volta in trent’anni che mi proponeva un ruolo, invece Francesca mi ha ricordato che lo aveva fatto anche per il suo secondo film, Verso sera. Mi sembrava maleducato dirle di no per la sesta volta. Mi sono trovato benissimo: fare solo l’attore per me è veramente una pacchia”.

Dante e Gioacchino e il mistero della chiave della conoscenza: un progetto del Gal Kroton e di Officine delle Idee.

Il Cineturismo come strategia di promozione e valorizzazione turistica.

Da alcuni anni grazie al lavoro importante della Calabria Film Commission e di bravi registi e filmaker e produttori calabresi e non solo, la Calabria sta diventando sempre più meta di valide realizzazioni cinematografiche e televisive, ampliando il rapporto tra: Cinema, Territorio e Marketing Turistico. Il cinema è un’arte dalle grandi potenzialità che certamente amplifica la comunicazione, la trasmissione di conoscenze sul patrimonio storico e culturale nonché la valorizzazione delle risorse umane e ambientali, in particolar modo favorendo la rivalutazione dei luoghi in chiave di marketing turistico.

Partendo da tutto ciò e dalla consapevolezza che per promuovere una località turistica è necessario attivare forme di narrazione che possano incuriosire i turisti, il GAL Kroton e la società Officine delle Idee hanno deciso di mettere in cantiere la produzione del prodotto filmico dal titolo “DANTE E GIOACCHINO E IL MISTERO DELLA CHIAVE DELLA CONOSCENZA” che avrà come tema fondante la rivisitazione immaginaria della visione storica, tradizionale e leggendaria del rapporto tra Dante Alighieri e Gioacchino da Fiore.
Un’opera che mescolerà realtà storica, finzione letteraria e cinematografica, teologia e teorie filosofiche dando vita ad un prodotto che certamente, come affermano GAL Kroton e Officine delle Idee, susciterà notevole clamore al momento della sua uscita.

Un’iniziativa che vuole essere non solo artistica, ma anche un progetto di valorizzazione, di promozione e di marketing turistico e culturale dell’area del Parco Nazionale della Sila e del territorio circostante (Presila, Marchesato, ecc.) abbracciando quindi tre province: Catanzaro, Cosenza e Crotone. Una proposta in grado di aumentare significativamente l’interesse turistico e culturale di questi territori implementando così il turismo non solo nelle aree naturalistiche, ma anche nei centri storici e nelle aree limitrofe dell’altopiano silano.

Il cinema a Verbicaro rivive sui muri. E lo fa grazie al progetto “Il Cinema sui Muri – Streetart a Verbicaro” che vede la direzione artistica di Agostino Cirimele in arte Ago design.
I muri delle palazzine del centro città ottengono una nuova vita grazie ai murales dedicati alle grandi opere del cinema. Cirimele, in questa prima fase, ha voluto con sé, fra gli altri due opere di Giulio Rosk che a Palermo ha disegnato un murales dedicato ai giudici Giovanni Falcone e Salvatore Borsellino.
Il sindaco ideatore del progetto, supportato dall’amministrazione comunale, si ritiene soddisfatto dell’impostazione del percorso operativo e delle scelte del direttore artistico che ha voluto dare un tocco di colore alle palazzine per rigenerarle.


I film scelti sono “Peppone e Don Camillo” e “Le avventure di Pinocchio” per la regia di Comencini , (Giuliorosk) Un Ragazzo di Calabria (Demetrio Casile), Nuovo Cinema Paradiso, (Agodesign con il supporto del suo assistente Ematm) Oggi le immagini di questi film vivono sui muri di Verbicaro per ricordare quanto sia preziosa l’arte cinematografica.
Ma non finisce qui, infatti, sono in atto altri murales dedicati al cinema italiano degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta con opere raffiguranti Vittorio De Sica e Sofia Loren, realizzati da qualificati artisti locali.
L’intento di Cirimele è di dar vita ad una sorta di museo della storia del cinema all’aperto con un primo obiettivo di circa 10 murales per questo primo periodo anziché 4 come da progetto originale, per arrivare ad avere numerosi murales in modo che si arricchisca sempre di più questo museo all’aperto e per permettere a Verbicaro di essere patria della street art del cinema.

La Calabria sostenibile è quella che ha vinto, con Montegiordano, il terzo Festival dell’Economia civile che si è tenuto a Palazzo Vecchio a Firenze. Il Comune dell’Alto Jonio cosentino è diventato, dunque, Ambasciatore dell’Economia civile per il 2021 grazie ai suoi progetti. Estremamente soddisfatto il sindaco di Montegiordano Rocco Introcaso che ha visto premiare i progetti del proprio Comune nella giornata finale e superare quelli di altre sei amministrazioni comunali.
Vale la pena ricordare come il Festival dell’Economia civile sia una «grande, democratica e generativa, mobilitazione di persone, imprese e associazioni per una nuova economia».

Ma cosa ha portato Montegiordano a vincere? Ci hanno pensato tre progetti in particolare. Il primo è “Bandando”, un progetto che riguarda la comunicazione alla popolazione di ciò che il Comune realizza. I volontari del servizio civico, a bordo di biciclette, veicolano le informazioni comunali fra chi non usa i social o non ha sistemi digitali. È un servizio mirato agli over 75 e ai non autosufficienti che vengono così avvertiti delle iniziative e non solo perché grazie a questo servizio possono essere consegnati anche farmaci, acqua e permette di sbrigare per loro altre pratiche necessarie.

Il secondo progetto riguarda la scuola e la sensibilizzazione dei ragazzi alla raccolta differenziata. Ai più giovani viene spiegato come funziona il ciclo sostenibile dei rifiuti e possono usufruire di un orto sociale realizzato a scuola. In più hanno una compostiera che contiene i rifiuti finché questi non diventano concime da poter utilizzare proprio nell’orto che i ragazzi curano personalmente.

Ultimo progetto che ha colpito la giuria del festival è un progetto di economia circolare che riguarda il riciclo dei giornali dove c’è chi riesce a tramutarli in nuovi oggetti.
«Hanno premiato la nostra capacità di portare avanti una economia sostenibile», è il commento soddisfatto del sindaco di Montegiordano Rocco Introcaso.

E’ positivo il bilancio della 78/a edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica: soddisfatti all’incontro stampa il presidente della Biennale Roberto Cicutto e il direttore artistico Alberto Barbera.
Ecco i numeri: gli ingressi totali sono stati 153.265 (+63% rispetto al 2020 e -7% sul 2019); le proiezioni totali 769, quelle sold out 369, con una percentuale riempimento sale del 70%

“Il fatto che il cinema non sia stato piegato dalla pandemia anche per la qualità dei risultati è una cosa davvero positiva e questo lo dimostrano i numeri che sono andati molto al di là anche dell’edizione del 2019, ovvero l’ultima prima del Covid. Speriamo che questo trend positivo continui, che si abbandoni finalmente il divano di casa e che ci sia davvero un allargamento dei posti in sala come auspicato dal ministro Dario Franceschini” sottolinea Barbera.

La principale preoccupazione per il festival, comunque, era certamente il Covid: “Avevamo calcolato che con la media del 3 per cento rispetto ai tamponi effettuati avremmo dovuto avere 120 casi positivi, mentre alla fine ne abbiamo riscontrati solo tre, un dato davvero sorprendente”. Cinque film italiani in concorso, spiega Barbera, non è certo “il frutto di un criterio geopolitico, ma della sola qualità ed era giusto non escluderli.
Se i festival hanno ancora una funzione, forse anche di più di prima, è valorizzare i prodotti di alta gamma, muovendosi in quest’oceano di prodotti indistinti”.

Nei giorni della Milano Design Week, dal 4 al 12 settembre, sono state 57mila le persone che hanno visitato la Triennale di Milano, l’hub in città del supersalone, cioè dell’edizione speciale del Salone del Mobile che si è appena conclusa. “Una straordinaria presenza di pubblico, sia italiano sia internazionale” l’ha definita Stefano Boeri, presidente di Triennale e anche curatore del supersalone.

“Triennale conferma così il suo ruolo centrale nel sistema del design” ha spiegato, un ruolo ulteriormente “rafforzato dalla sinergica collaborazione sviluppata con il Salone del Mobile.Milano e confluita nella mostra il Salone / la Città curata da Mario Piazza”. “La possibilità di ripercorrere la storia del design italiano attraverso il nostro Museo e di confrontarsi con la grandezza di Maestri quali Mari, Magistretti e Mollino – ha aggiunto – è stata un momento unico, che il pubblico ha ampiamente apprezzato”. Oltre al Museo del Design Italiano, il pubblico ha potuto visitare 6 mostre: il Salone / la Città (realizzata in collaborazione con il Salone del Mobile.Milano e prorogata al 19 settembre), Carlo Mollino.

Allusioni Iperformali (fino al 7 novembre), Fittile (in collaborazione con Fondazione Cologni, fino al 31 ottobre); oltre alla collettiva Les Citoyens, in partenariato con la Fondation Cartier di Parigi, e alle due retrospettive dedicate a Enzo Mari e a Vico Magistretti, che chiudono oggi. Alle mostre si sono aggiunti anche gli appuntamenti di Triennale Estate, che tutti i giorni hanno riempito il Giardino dell’istituzione, e la performance – sold out – del coreografo francese Boris Charmatz 20 danzatori per il XX secolo e oltre – proposta da Triennale insieme a Fondation Cartier nell’ambito delle Soirées Nomades per la mostra Les Citoyens lo scorso 10 settembre negli spazi del Palazzo dell’Arte.

“Abbiamo avuto stima e riconoscimento del lavoro fatto in questi 16 anni da ogni parte d’Italia. Moltissimi gli intellettuali, economisti, autori, ma anche moltissime le persone comuni che hanno partecipato all’evento.

E poi abbiamo avuto molte proposte concrete interessanti di riallocare il Festival dell’Economia in altre città, alcune molto interessanti, con impegni concreti da parte di amministrazioni locali a supportarlo. Nei prossimi giorni faremo una serie di incontri con queste diverse realtà che si sono fatte avanti e vedremo come continuare questa esperienza che ha tutte le caratteristiche per andare avanti”. A dirlo è l’editore Giuseppe Laterza, dopo che la Provincia di Trento, su proposta del presidente Maurizio Fugatti, ha deciso di avviare un confronto con il Sole 24 Ore per l’organizzazione dell’evento.
“La cosa che francamente ci ha lasciato allibiti – sottolinea Laterza, che finora ha organizzato il festival con la direzione di Tito Boeri – è che la Provincia di Trento, per motivi che appaiono a questo punto evidenti, di tipo politico, abbia sospeso un’esperienza che è andata avanti con tale successo negli anni. Ci dispiace molto, perché ci sembrava ci potesse essere un confronto con un’amministrazione pragmatica, attenta alla ricaduta anche economica che il Festival ha avuto sul territorio, testimoniata anche da inchieste dell’Università. Il Festival, oltre alla pubblicità, ha dato al Trentino una ricaduta economica fortissima che la città ha riconosciuto. E’ stata fatta una scelta molto miope, per poter avere una manifestazione più schierata, di parte, con un orientamento ideologico affine alla Lega, mentre noi abbiamo sempre fatto una manifestazione indipendente da tutti i partiti, coerente con il profilo della casa editrice e anche di Boeri che ha sempre avuto le sue idee, ma non è mai stato al traino di nessun partito”.
Ora “ci sono più di venti città di tutti i tipi, piccole, medie, grandi dimensioni, del Sud, del Centro, del Nord” che si sono fatte avanti “con manifestazioni molto concrete, molto al di là di quello che potessi immaginare”, aggiunge Laterza.
A suo giudizio, “quello che tutti hanno capito è che il Festival dell’Economia è stato e rimarrà una grande manifestazione, la prima in Italia e nel mondo, di questo tipo.
Il primo festival di economia pensato, creato e progettato Laterza, logo compreso. Nessuno ci credeva, anzi molti all’inizio ci hanno sconsigliato, convinti che l’economia non attirasse pubblico. Dopo il nostro successo abbiamo avuto manifestazioni analoghe in Francia e in Spagna”. Laterza non esita a definire l’amministrazione provinciale “ingrata: mentre i trentini ci hanno gratificati in questi anni con la loro attenzione e partecipazione, la politica ha ritenuto che si dovesse chiudere questa esperienza. Poi cosa sarà dopo, non lo so: non potrà essere il Festival dell’Economia, che è una cosa creata da Laterza e da Boeri e che andrà avanti come tale altrove”.
Con le città che si sono fatte avanti l’editore avvierà un confronto: “Una delle cose che ho pensato fin dall’inizio, in base all’esperienza di Mantova, di Modena, è che un festival deve legarsi fortemente al territorio in cui avviene, all’identità della città. Questo per noi è fondamentale. A seconda della sintonia che stabiliremo, individueremo una città che abbia maggiori affinità con il progetto”

Tradizione e novità: è stato questo il concerto omaggio alla città che la Filarmonica della Scala ha tenuto in piazza Duomo a Milano. Tradizione perché si tratta della nona edizione dell’esibizione, che in epoca pre covid ha sempre attirato decine di migliaia di persone, e da due anni viene offerta a 2.500 spettatori che hanno gratuitamente prenotato i posti a sedere disponibili.

Novità perché l’accesso era consentito per la prima volta solo a chi era dotato di Green pass e soprattutto perché, sempre grazie al fatto che hanno il green pass, i musicisti della Filarmonica sono tornati per la prima volta da tanto tempo a sedersi vicini.

Non più distanziati con un leggio a testa ma come avveniva prima della pandemia di Covid. Un passo in più quindi verso la normalità. “Finalmente” ha commentato il direttore artistico Etienne Reymond per cui sarebbe “bello se in Italia si facesse come in Svizzera” premettendo la capienza piena dei teatri con l’obbligo di green pass e mascherina.Da lui anche l’invito al pubblico a “non dimenticarsi di tornare ai concerti dopo un anno e mezzo”. Non si sono dimenticati i 2500 spettatori seduti presenti in piazza Duomo e nemmeno i turisti, passanti e appassionati che si sono comunque fermati in piedi oltre le transenne (circa tremila secondo gli organizzatori) per ascoltare il concerto trasmesso anche in diretta da Rai Cultura su Rai5 e Rai play, da Arte in Europa e visibile anche in diversi altri Paesi dal Giappone alla Cina. Forse anche per questo il programma dello spettacolo è stato anche un omaggio all’Italia. Diretto da Riccardo Chailly, che è direttore principale della Filarmonica, era composto da tributi di grandi compositori al nostro Paese.

L’inizio è stato con l’Italiana di Felix Mendelssohn, seguito dal Capriccio italiano di Cajkovskij e e la suite di Romeo e Giulietta di Prokofev. Immancabile e molto applaudito il bis, il Waltz dalla jazz suite di Sostakovic. “Milano riparte è cambieranno molte cose ma – ha assicurato il sindaco Giuseppe Sala – alcune ci accompagneranno sempre come la cultura”.