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I grandi pittori del Rinascimento visti con gli occhi ingenui di un ragazzo di bottega: Fabriciano da Civitate è protagonista dell’ultimo romanzo di Carlo La Porta, “1500”. L’avventuroso viaggio di un pittore attraverso un grande secolo di artisti, architetti, papi e streghe” (Dante Alighieri Società Editrice), che sarà presentato il16 maggio a Roma presso la sede di Spazio5. Fabro è il testimone di un’epoca piena di stimoli e di pulsioni, non soltanto artistiche, da cui riesce a non farsi travolgere, pur non restandone insensibile.

L’arte, l’amore e la passione, ma anche l’esperienza della guerra e dell’ingiusta prigionia, provano ma non piegano l’animo del protagonista, che resta nonostante tutto mansueto ma moralmente inflessibile. Fabriciano è un antieroe, insomma, alla stregua dei personaggi di Hemingway e di Melville. Assieme all’autore interverranno alla presentazione il giornalista Fabrizio Falconi e il presidente della Dante Alighieri, Mauro Spinelli.

Durante i lavori per trasformare i locali di un ex farmacia nell’edificio del Teatro Lauro Rossi a Macerata in un hub per l’accoglienza turistica si è in gran parte sbriciolata l’opera “Chimismi” del pittore Wladimiro Tulli (1922-2003), esponente del secondo Futurismo e dell’Astrattismo, che si trovava sul soffitto. E’ accaduto, riferisce una nota del Comune, durante la rimozione di parte di un controsoffitto a rischio distacco, a causa della “estrema fragilità” del motivo figurativo, “una decorazione in acrilico su rasatura in gesso, non un affresco, che forma una sorta di pellicola su una base di intonaco apprettata su rete metallica”. Le conseguenze sulla decorazione sono state fatte immediatamente valutare dall’Ufficio tecnico del Comune di Macerata alla restauratrice Maria Pia Topa. “Al momento è in corso la verifica di quanto sia possibile recuperare per lasciare una traccia coerente dell’opera” spiega Topa che in passato ha restaurato opere dell’artista maceratese.