Appena sono giunta mi sono resa conto che è sì il più piccolo Comune della Basilicata, ma San Paolo Albanese è pieno di storia e tradizioni. Il paese è un mix di tradizione lucana ma, soprattutto, di quella arbëreshë perché nacque grazie alla fuga di coloni albanesi che, all’inizio del sedicesimo secolo, scapparono dal loro Paese d’origine dominato dai turchi. Sono poco più di 270 le persone che vivono qui, ma molte giungono a San Paolo Albanese per la festa di San Rocco e la danza del falcetto. Ogni 16 agosto, mi ha raccontato chi vive qui, si celebra la festa del Santo patrono con un antico rituale che vede portare in processione la statua di San Rocco preceduta dalla “Himunea”, un piccolo trono fatto di spine di grano e decorato con fiori e con nastri colorati. Questo trono è il simbolo della cultura contadina protetta da San Rocco. Durante la processione, la comunità si raduna per celebrare la “danza del falcetto”, rito di festa che serve ad allontanare tutti i brutti presagi della natura. I mietitori si mettono davanti alla statua di San Rocco e con le loro danze danno via al corteo mentre altri fedeli, accompagnati da musica tradizionale, portano sulle spalle le “Grenje”, fasci di spighe di grano. A San Paolo la tradizione è custodita anche nel Museo della Cultura Arbëreshë dove sono esposti costumi tradizionali italoalbanesi, antichi oggetti di uso quotidiano della comunità insieme poi a canti, filmati, immagini che ci raccontano la storia di questa comunità. Particolarmente interessante è la ricostruzione dell’intero ciclo di lavorazione della ginestra che va dalla raccolta alla trasformazione in filato.

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