Benvenuti a Calciano, porta d’ingresso basilisca per il Parco naturale di Gallipoli Cognato piccole Dolomiti lucane. Un nome che non finisce più come la bellezza di questi luoghi. Ho scoperto Calciano per caso, su consiglio di un tour operator mio amico lombardo che, sapendo del mio viaggio a Matera per gli eventi legati alla Capitale europea della Cultura, mi ha consigliato di girare anche un po’ per la provincia. Calciano ti permette di entrare in un mondo naturale non indifferente. Dalla bellezza stupefacente oso dire. Daini e cervi sono gli animali che si possono trovare all’interno di questo parco e, un’altra cosa interessante, è che nelle sue strutture si possono vedere anche il suo museo naturalistico e il suo orto botanico. Quanta bellezza. Calciano però non è solo parco naturale. Ci sono molte tracce artistiche nei suoi monumenti. E anche del mistero. Prendiamo per esempio quello che tutti qui chiamano, in dialetto, “il castello”. Beh, praticamente questi ruderi, molto affascinanti da vedere, in realtà non hanno nulla a che fare con un castello. Probabilmente dovrebbe essere, infatti, una traccia di un antico monastero grecobizantino. Da questo antico monastero, secondo alcuni, prendeva vita l’antica Calciano. Continuando a muoverci da questo lato della strada troviamo ancora altri insediamenti di natura archeologica. Sulla Statale basentana si vedono i resti del vecchio centro abitato chiamato Paese di Pede, la chiesa della Rocca e la cinta di santa Caterina con due piccole grotte scavate nel tufo e affrescate dall’icona di Santa Caterina. Un posto davvero speciale che non avrei mai conosciuto senza l’aiuto di quel mio amico lombardo.

 

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