È morto lo scrittore, Nanni Balestrini. Lo comunica con un post su Facebook la casa editrice Derive e Approdi che pubblica anche una sua immagine: “È con tristezza e dolore – si legge – che informiamo della scomparsa di Nanni Balestrini. Una scomparsa, non solo per noi, incolmabile”. Balestrini, 83 anni, si è spento all’ospedale San Giovanni Addolorata di Roma dopo una breve malattia.

“Distintosi per uno sperimentalismo spinto fino all’adozione di tecniche sempre riconducibili al collage e a una diffusa intuizione circa l’incidenza del caso sul fare poetico, Balestrini è stato anche animatore culturale, curatore di antologie, portavoce del dissenso politico”, ricorda il Corriere, “precursore della Neoavanguardia, aveva poi dato espressione letteraria alle inquietudini del mondo giovanile sfociate nella contestazione, anche attraverso la militanza estremista che lo aveva costretto a riparare in Francia per sfuggire all’arresto nel 1979”.

“Nato a Milano nel 1935, era nemmeno trentenne nella stagione più intensa della Neoavanguardia e del Gruppo 63 – è scritto su Repubblica fra i primi a dare la notizia della scomparsa – A quattro mani con Alfredo Giuliani, già nel 1964, pubblica da Feltrinelli un primo bilancio delle esperienze che si erano aggregate intorno allo storico convegno di Palermo; due anni dopo teorizza “Il romanzo sperimentale” (Feltrinelli 1966) e ne ha già fatto proprie le istanze fino in fondo, scrivendo il suo “romanzo multiplo” Tristano e più avanti, nel 1971, quel libro il cui titolo segna un intero decennio: “Vogliamo tutto”. Storia di fabbrica e di rabbia, con un linguaggio che rompe molti schemi della letteratura industriale degli anni Sessanta”.

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