Il culto di S. Giorgio venne importato ad Oriolo nel periodo normanno e si consolidò soprattutto nel ‘600. La famiglia Pignone del Carretto, che dominava Oriolo dal 1552, aveva una salda devozione al Santo di Cappadocia e, in occasione della festa annuale, mandava gli uomini del “Battaglione ”di scorta al Santo.

La tradizione della scorta al Santo è stata conservata nel tempo e, ancora oggi, il giorno della festa patronale, la ” Guardia ” di S. Giorgio marcia davanti la statua per l’intera processione.

La festa di S. Giorgio ha tradizionalmente richiamato molti devoti soprattutto di origine italo-albanese, che partecipavano ai riti e alla processione vestendo i loro preziosi costumi tradizionali.

Una delle tradizioni più solide è la presenza dei “sunacchiari” (suonatori di cornamuse) che seguono costantemente la statua del Santo, diffondendo nenie che ricordano il passato e i monti coperti di neve.

La processione, che si snoda innanzitutto per le vie del Centro storico (la Terra) ed annunciata dalla Guardia dell’ Ottocento, è aperta dal “giocatore del Palio”. Un dèvoto riesce a fare piroette con una pertica di quattro metri, ricoperta da un panno, una volta con l’immagine di S. Francesco da Paola, sormontata da un globo su cui svetta una Croce barocca. Dopo la banda e a ridosso della statua settecentesca, una volta d’argento (1695), marcia il secondo gruppo di “guardie” indossanti l’uniforme spagnola tipica del 1595.

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