Con la famiglia siamo andati a Matera per visitarla dato che è diventata Capitale europea della Cultura 2019. Avevamo voglia, però, di vedere anche altro. Di vedere un po’ di natura. Per fare questo basta andare a 30 chilometri dalla città e arrivare a Grottole che è uno dei punti di ingresso per l’area protetta della Riserva naturale di San Giuliano. Un’oasi gestita dal Wwf che prende il nome dell’omonimo lago costituito negli anni Cinquanta. Proprio il “neonato” lago ha portato qui tutta una serie di uccelli acquatici. Se si è fortunati puoi scorgere qualcuno fra l’airone cinerinio o quello bianco maggiore, garzette, svassi, folaghe oppure il cormorano, il moriglione, il fischione, la volpoca, l’oca selvatica o anche la moretta tabaccata che è molto ma molto rara. La fauna qui è un fatto di dna del territorio. C’è sempre stata. È così talmente tanto presente che è stato ritrovato uno scheletro di balena, vicino alle sponde del lago, che gli studiosi riconducono addirittura al plestocene! E la balena era lunga ben ventisette metri! Grottole, in effetti, è proprio a stretto contatto con l’elemento acqua se pensiamo che è racchiusa fra i fiumi Basento e Bradano. Vicino a quest’ultimo fiume c’è l’omonima valle ed è qui che, dall’elemento acqua, si passa a quello più strettamente legato alla terra ovvero il Bosco Coste. Qui ci siamo fermati a fare un breve pic nic (con l’ottimo pane di Matera naturalmente), e ammirare i grandi alberi. È stata una bellissima giornata fatta di famiglia e di elementi fondamentali della nostra natura senza saltare una tappa al Castello di Sichinolfo.

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