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	<title>Sila Storytelling</title>
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	<title>Sila Storytelling</title>
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		<title>La magia del foliage</title>
		<link>https://www.leggoscrivo.com/silastorytelling/sila-cost-tu-cost-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2020 11:39:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[La Sila viene vista come un luogo da vivere soprattutto d’estate. E così l’autunno si spopola. Ma il camminatore lo sa che in questo periodo, passeggiando tra i suoi magnifici boschi, può assistere ad uno spettacolo unico. Nelle piante caducifoglie avviene un importante mutamento in preparazione al riposo vegetativo. E così le chiome cambiano tonalità dato che la clorofilla lascia il posto a carotenoidi e antociani che ne conferiscono colorazioni dal giallo al rosso. Questo fenomeno viene chiamato col nome di foliage. Qui è possibile ammirarlo in tutto il suo splendore. Si cammina tra boschi variopinti dove si viene costantemente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Sila viene vista come un luogo da vivere soprattutto d’estate.</p>
<p>E così l’autunno si spopola.</p>
<p>Ma il camminatore lo sa che in questo periodo, passeggiando tra i suoi magnifici boschi, può assistere ad uno spettacolo unico.</p>
<p>Nelle piante caducifoglie avviene un importante mutamento in preparazione al riposo vegetativo. E così le chiome cambiano tonalità dato che la clorofilla lascia il posto a carotenoidi e antociani che ne conferiscono colorazioni dal giallo al rosso.</p>
<p>Questo fenomeno viene chiamato col nome di <strong>foliage</strong>.</p>
<p>Qui è possibile ammirarlo in tutto il suo splendore.</p>
<p>Si cammina tra boschi variopinti dove si viene costantemente accompagnati da quel calpestio scrocchiante dei piedi sulle foglie secche, variopinte che tappezzano i sentieri come se fossero coriandoli gettati lungo le strade a carnevale.</p>
<p>L’estasi e l’emozione ci attraversano ogni volta che incontriamo un albero colorato.</p>
<p>Giochi di luci si susseguono risaltando e creando una meravigliosa esplosione di colori e profumi che questa stagione è capace di donare. Una magia che colpisce, avvolge e cattura lo sguardo, i muscoli, il respiro, le emozioni ed il cuore.</p>
<p>La magia aumenta mano a mano che si sale di altitudine perché lungo il cammino si aprono paesaggi spettacolari. Finestre panoramiche dalle quali è possibile ammirare scorci incantati fatti di vette e boschi variopinti, osservando con stupore lo scintillio della luce riflettere sul lago che assume un azzurro intenso pari al cielo che ci sovrasta.</p>
<p>Qualcosa di difficile da descrivere ma tutta da vivere.</p>
<p>Ed una volta lì non te ne andresti mai più.</p>
<blockquote><p>Testo e foto: Alessandro Frontera</p></blockquote>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Sila Cost tu Cost&#8221;</title>
		<link>https://www.leggoscrivo.com/silastorytelling/sila-cost-tu-cost/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2019 14:42:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.leggoscrivo.com/silastorytelling/?p=4574</guid>

					<description><![CDATA[Da qualche giorno è iniziato il mio “Calabbria Cost Tu Cost”, viaggio che dal Mar Ionio mi porterà ad attraversare la Calabria fino al Mar Tirreno. Ad un certo punto, lungo il mio cammino, ho incontrato un cartello diverso dagli altri, colorato di verde e blu. Il lupo disegnato al suo interno mi dà il benvenuto nel Parco Nazionale della Sila. Mi ritrovo così a camminare nel bosco più grande d’Italia, nel cuore della Calabria. Eh già. In Calabria la montagna è qualcosa di inaspettato. Non ci si aspetterebbe mai di ritrovarsi in boschi stupendi e sterminati, dove per chilometri [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche giorno è iniziato il mio “Calabbria Cost Tu Cost”, viaggio che dal Mar Ionio mi porterà ad attraversare la Calabria fino al Mar Tirreno.</p>
<p>Ad un certo punto, lungo il mio cammino, ho incontrato un cartello diverso dagli altri, colorato di verde e blu. Il lupo disegnato al suo interno mi dà il benvenuto nel Parco Nazionale della Sila.</p>
<p>Mi ritrovo così a camminare nel bosco più grande d’Italia, nel cuore della Calabria.</p>
<p>Eh già.</p>
<p>In Calabria la montagna è qualcosa di inaspettato.</p>
<p>Non ci si aspetterebbe mai di ritrovarsi in boschi stupendi e sterminati, dove per chilometri si rimane a contemplare la natura, in silenzio e senza alcun pensiero.</p>
<p>I pini larici mi sovrastano e mi fanno sentire piccolo piccolo.</p>
<p>Ma non è una sensazione di timore anzi, una consapevolezza di quanto la natura sia immensamente grande.</p>
<p>Ho toccato questa grandezza camminando e attraversandola.</p>
<p>Sono stato travolto letteralmente ed ho sentito quasi di essere di troppo in questi luoghi.</p>
<p>È come se ogni rumore, ogni mio singolo passo disturbasse la natura ed il suo normale svolgimento.</p>
<p>Ed allora ho cercato di fare più piano, per rispettarla ed ascoltarla ancor più profondamente. Quando entriamo in connessione, lei lo sente, e regala emozioni uniche.</p>
<p>La Sila è così meravigliosa che ho deciso di sedermi in mezzo alla strada per ammirarla in tutto il suo splendore.</p>
<p>Questo mi ha permesso di ascoltare i suoi suoni. Quello degli uccelli, che cinguettando, volano tra gli alberi. Ed in lontananza le campane delle mucche, giunte qui dopo una lunga transumanza, in cerca di verdi pascoli in cui pranzare con erbe e fiori che sanno di questi luoghi.</p>
<p>Ma la sua magia si racchiude nella miriade di paesaggi che essa sa offrire.</p>
<p>In pochi chilometri si spazia da foreste che ricordano il Canada a quelle della Foresta Nera, passando per le coltivazioni dell’altopiano, che donano prodotti dal sapore unico, fino a costeggiare laghi capaci di rispecchiare il cielo.</p>
<p>In ogni istante pare di stare in un mondo diverso.</p>
<p>Un viaggio nel viaggio, visitando semplicemente un parco nazionale.</p>
<p>Lascio la Sila e procedo nel mio cammino, ma i paesaggi che ho incontrato rimarranno per sempre nel mio cuore.</p>
<blockquote><p>Testo e foto: Alessandro Frontera</p></blockquote>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lago Arvo</title>
		<link>https://www.leggoscrivo.com/silastorytelling/lago-arvo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jan 2019 16:01:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[Ancora è possibile sentire il calore del sole che si alterna a bianche nubi, sensazione piacevole in questo periodo, ormai l’estate è lontana, gli alberi perdono le foglie, eppure sono carichi di colori intensi che lasciano il visitatore senza fiato. In alcuni giorni, soprattutto sulle vette, cadono i primi fiocchi di neve, l’aria si purifica, l’animo ancora di più, ottima occasione per fare una bella passeggiata coperti da pesanti giubbotti e cappelli di lana, l’emozione sale sempre più, siamo in Sila, tardo autunno, tra qualche giorno forse l’altopiano sarà ricoperto da una spessa coltre nevosa. Prima ancora di vedere il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ancora è possibile sentire il calore del sole che si alterna a bianche nubi, sensazione piacevole in questo periodo, ormai l’estate è lontana, gli alberi perdono le foglie, eppure sono carichi di colori intensi che lasciano il visitatore senza fiato.</p>
<p style="text-align: justify;">In alcuni giorni, soprattutto sulle vette, cadono i primi fiocchi di neve, l’aria si purifica, l’animo ancora di più, ottima occasione per fare una bella passeggiata coperti da pesanti giubbotti e cappelli di lana, l’emozione sale sempre più, siamo in Sila, tardo autunno, tra qualche giorno forse l’altopiano sarà ricoperto da una spessa coltre nevosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima ancora di vedere il paesaggio imbiancato, uno dei laghi più affascinanti è sicuramente il lago Arvo, suggestivo, immenso, incastonato da più vette ricoperte da maestosi pini ed abeti alternati a faggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il lago riflette spesso le montagne che si affacciano su di esso, da qui inoltre è possibile ammirare tramonti favolosi, oltre al volo di specie migratorie e stanziali di uccelli, è molto affascinante per i colori che regala, spesso accesi e intensamente caldi.</p>
<p style="text-align: justify;">Pochi posti possono regalare così tanta bellezza, il luogo ideale dove perdersi nei propri pensieri, dove sviluppare la creatività, dove è possibile godere al massimo della natura che la nostra terra ha da offrirci ogni giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Il lago Arvo è situato nel cuore del Parco Nazionale della Sila, a Lorica, terra semplice, ma infinitamente ricca di bellezze naturali.</p>
<blockquote><p>Testo e foto: Luigi Sgro</p></blockquote>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Inverno in Sila</title>
		<link>https://www.leggoscrivo.com/silastorytelling/inverno-in-sila/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jan 2019 15:50:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.leggoscrivo.com/silastorytelling/?p=4565</guid>

					<description><![CDATA[È arrivata la stagione invernale in Sila, la foresta si colora di bianco e le temperature si abbassano vertiginosamente fino a scendere sulle vette più alte anche a -20°. Periodo difficile per le varie specie vegetali e animali che popolano l’altopiano, eppure i paesaggi mozzafiato lasciano il visitatore senza parole, l’aria è pura e la calma regna sovrana. Nel Parco Nazionale della Sila, come in tutte le stagioni, anche in quella invernale è possibile praticare molte attività tra le quali sciare, fare trekking, sci di fondo, perdersi nella natura sconfinata per fare qualche scatto o addirittura incontrare specie importanti. Di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">È arrivata la stagione invernale in Sila, la foresta si colora di bianco e le temperature si abbassano vertiginosamente fino a scendere sulle vette più alte anche a -20°.</p>
<p style="text-align: justify;">Periodo difficile per le varie specie vegetali e animali che popolano l’altopiano, eppure i paesaggi mozzafiato lasciano il visitatore senza parole, l’aria è pura e la calma regna sovrana.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel Parco Nazionale della Sila, come in tutte le stagioni, anche in quella invernale è possibile praticare molte attività tra le quali sciare, fare trekking, sci di fondo, perdersi nella natura sconfinata per fare qualche scatto o addirittura incontrare specie importanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Di inverno l’animale più diffidente, ossia il lupo (<em>Canis Lupus Italicus</em>), è possibile osservarlo, data la mancanza di cibo e le difficoltà che porta la neve, perché si avvicina di più ai centri abitati, inoltre è possibile osservare le sue impronte lasciate sul manto nevoso.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre al lupo sicuramente è possibile osservare altre specie quali cervi, caprioli, cinghiali, la comunissima volpe.</p>
<p style="text-align: justify;">Le specie animali, fonte di grande attrazione, abitano quello che, specialmente nel periodo in questione, sembra essere un paesaggio nordico che ispira la mente e il cuore, patrimonio di inestimabile valore naturalistico.</p>
<p style="text-align: justify;">Dagli impianti di risalita, ben tre presenti nel comprensorio dell’altopiano della Sila, è possibile ammirare una natura spettacolare con la possibilità di osservare nelle giornate più limpide la costa ionica e tirrenica, oltre a poter addirittura vedere molto chiaro il vulcano Etna in Sicilia e le isole Eolie che si ergono sul mar Tirreno, questo specialmente dall’impianto di Camigliatello Silano (CS).</p>
<p style="text-align: justify;">Nella zona del Cupone, a ridosso del lago Cecita, comune di Spezzano della Sila (CS), oltre a poter visitare il museo e gli animali presenti nelle aree recintante, sono presenti vari percorsi dove è possibile praticare il trekking e immergersi in boschi storici.</p>
<p style="text-align: justify;">A Silvana Mansio, a pochi chilometri dal lago Arvo nei pressi di Lorica, spesso vengono avvistati branchi di caprioli, mentre nell’area circostante il lago artificiale di Ariamacina è presente un avamposto per l’osservatorio degli uccelli presenti tra i quali rapaci notturni e tante specie di uccelli acquatici migratori e non.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Parco Nazionale della Sila è un posto magnifico, la “selva” per antonomasia, così come la definivano gli antichi romani, dove è possibile godere in tutte le stagioni di una natura selvaggia e variegata, dove è possibile sciare a pochi passi dal mare, dove le specie animali e vegetali autoctone e non possono godere ancora di aree dove l’uomo non è presente, dove la notte sulle vette più alte, quando la luna non è presente, è possibile ammirare la Via Lattea anche ad occhio nudo.</p>
<blockquote><p>Testo e foto: Luigi Sgro</p></blockquote>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sila Storytelling &#8211; Fare marketing condividendo esperienze</title>
		<link>https://www.leggoscrivo.com/silastorytelling/sila-storytelling-fare-marketing-condividendo-esperienze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Nov 2018 17:03:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Sila Storytelling parla al mondo e a tutte le sue comunità. Sila Storytelling è il progetto che permette di fare marketing condividendo esperienze che il  Parco Nazionale della Sila ha messo in campo. Si è tenuto nei giorni scorsi nella sede del Parco Nazionale della Sila a Lorica l’evento di presentazione delle attività svolte e i risultati ottenuti con la partecipazione del Commissario Straordinario dell&#8217;Ente Sonia Ferrari, del direttore Giuseppe Luzzi, di Antonio Blandi di Officine delle Idee, del direttore di LaCnews24 Pasquale Motta e dello storico e critico d&#8217;arte Gemma Anais Principe. Sila Storytelling è il laboratorio di esperienze sulla Sila animato da turisti, cittadini e viaggiatori grazie [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sila Storytelling</strong> parla al mondo e a tutte le sue comunità. Sila Storytelling è il progetto che permette di fare marketing condividendo esperienze che il  Parco Nazionale della Sila ha messo in campo.</p>
<p>Si è tenuto nei giorni scorsi nella sede del Parco Nazionale della Sila a Lorica l’evento di presentazione delle attività svolte e i risultati ottenuti con la partecipazione del Commissario Straordinario dell&#8217;Ente <strong>Sonia Ferrari</strong>, del direttore <strong>Giuseppe Luzzi</strong>, di <strong>Antonio Blandi</strong> di Officine delle Idee, del direttore di LaCnews24 <strong>Pasquale Motta</strong> e dello storico e critico d&#8217;arte <strong>Gemma Anais Principe</strong>.</p>
<p><strong>Sila Storytelling</strong> è il laboratorio di esperienze sulla Sila animato da turisti, cittadini e viaggiatori grazie alle loro storie e alle loro esperienze. Turisti, persone del luogo, che hanno colto in pieno il senso del progetto e che hanno sentito l&#8217;esigenza di raccontare ad altri la propria esperienza in Sila.<br />
Ma non solo.<br />
Riscontri ci sono stati anche da chi la montagna la vive ogni giorno e questo sta a dimostrare quanto Sila Storytelling vada nella giusta direzione: è tramite il racconto che una comunità si fa conoscere e si riscopre. E da questo punto di vista, i risultati ottenuti fino ad ora, vanno in questa direzione.</p>
<p>Dagli elaborati ricevuti si estrapola la voglia di partecipare ed emerge la condivisione attraverso la scrittura come necessità: quella di dire <em>“io c’ero”</em>, <em>“io ho vissuto tutto questo”</em> e, soprattutto, <em>“ecco a voi la Sila che ho visto”</em>.<br />
Tutto restituisce al lettore che, ancora non ha partecipato, la voglia di scoprire ciò che ha letto e di farlo scoprire a propria volta.</p>
<p>«Sila Storytelling – ha detto il commissario del Parco Nazionale della Sila <strong>Sonia Ferrari</strong> – è un progetto in itinere, bellissimo e fortemente voluto da noi. Si tratta di un progetto emotivamente coinvolgente. Fare marketing condividendo esperienze significa che noi vogliamo narrare il territorio attraverso delle voci che non siano quelle del Parco e delle istituzioni ma quelle dei protagonisti, di chi vive la Sila quotidianamente o occasionalmente. Vogliamo presentare al pubblico una Sila con una immagine più coinvolgente».</p>
<p>«Il Parco cresce sempre di più e il merito va a Sonia Ferrari perché da quando è qui ha fatto sì che continuasse la mission del Parco: la tutela della biodiversità e la promozione dei nostri luoghi – aggiunge <strong>Giuseppe Luzzi</strong>, direttore del Parco – Un giorno il commissario mi parlò del progetto di storytelling e abbiamo dato vita a questa iniziativa. Il marketing e la valorizzazione del territorio sono sempre stati a cuore alla dirigenza di questo ente. Mi auguro che questo commissario diventi presidente per il lavoro fatto sino ad ora. La Regione e il ministero sanno il grande lavoro che si è fatto. Sila Storytelling è un punto di partenza e non di arrivo da esporre in altre realtà».</p>
<p>«Siamo davvero molto entusiasti – dice <strong>Antonio Blandi </strong>che guida Officine delle Idee mentre fa scorrere, alle sue spalle, i contenuti del sito <strong><a href="https://officinedelleidee.us11.list-manage.com/track/click?u=e408a6248aa42b6dd026350ba&amp;id=9d64e398fd&amp;e=947da091df" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://officinedelleidee.us11.list-manage.com/track/click?u%3De408a6248aa42b6dd026350ba%26id%3D9d64e398fd%26e%3D947da091df&amp;source=gmail&amp;ust=1542819323514000&amp;usg=AFQjCNFgz5KpmwvxuylHaJVw772j9fmLXw">www.silastorytelling.it</a></strong> – Sila Storytelling è il primo e unico lavoro strutturato sullo storytelling fatto da un ente pubblico in maniera sistemica. Nasce come antica tecnica pubblicitaria ma la novità sta, appunto, nel fatto che un ente come il Parco Nazionale della Sila cerchi di creare un sistema di collegamento fra turisti, popolazione e istituzione stessa in maniera scientifica.<br />
Sila Storytelling diventa un sistema di marketing consolidato, è l&#8217;idea di una comunità che partecipa alle idee di sviluppo, crea coesione e, soprattutto, fa vedere ciò che vogliono conoscere le persone. Tutto questo è un lungo lavoro antropologico molto interessante.<br />
Abbiamo rilevato dai racconti ricevuti che il turista della Sila sente suo questo territorio entrando in empatia con i luoghi.  Nel proseguo del progetto c’è la volontà di  coinvolgere oltre ai 21 Comuni del Parco anche quelli che rientrano nella Riserva MaB Sila Unesco e inoltre presto porteremo nelle scuole il progetto facendo diventare gli studenti giovani reporter della Sila».</p>
<p>«Sila Storytelling – spiega lo storico e critico d&#8217;arte <strong>Gemma Anais Principe</strong> – entra a pieno diritto nelle competenze richieste dall&#8217;Unione Europea per l&#8217;apprendimento e la consapevolezza del patrimonio culturale. È uno strumento di conoscenza e di trasferimento delle competenze che l&#8217;Europa ci richiede. Questo progetto riesce a trasmettere alle nuove generazioni l&#8217;amore per il proprio territorio».</p>
<p>«Oggi non ci può essere informazione tradizionale se non la affianchiamo ad un adeguato sistema di comunicazione delle informazioni – analizza il direttore di LaC24news <strong>Pasquale Motta</strong> – La Calabria ha il problema che ogni giorno lotta con due narrazioni: quella negativa e quella positiva. Purtroppo la prima, quasi sempre, vince sulla seconda. Il Parco della Sila e Officine delle Idee hanno fatto un ragionamento innovativo e vincente con questo progetto. Questa è la chiave giusta e può fare scuola per gli altri territori calabresi. Dobbiamo raccontare perché si deve venire in Calabria e l&#8217;informazione tradizionale ha il compito di sostenere queste iniziative innovative».</p>

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			</item>
		<item>
		<title>Gioacchino da Fiore una storia ancora tutta da scrivere</title>
		<link>https://www.leggoscrivo.com/silastorytelling/gioacchino-da-fiore-una-storia-ancora-tutta-da-scrivere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2018 11:42:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[Il mio incontro con la Sila lo devo ad un certo Gioacchino, conosciuto nei banchi di scuola al liceo classico. Come sempre i migliori amici ci vuole un po’ di tempo per farteli diventare simpatici. Gioacchino è uno di questi, sempre un po’ cazzilluso, controcorrente, visionario, però in grado di farti fare dei viaggi fantastici. Proprio per seguire le sue tracce quest’anno ho deciso di portare tutta la famiglia nel Parco nazionale della Sila dove Gioacchino da Fiore è nato circa nel 1130 e sì perché dimenticavo di presentarvi come si deve il mio amico Gioacchino: abate, teologo, scrittore, profeta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il mio incontro con la Sila lo devo ad un certo Gioacchino, conosciuto nei banchi di scuola al liceo classico. Come sempre i migliori amici ci vuole un po’ di tempo per farteli diventare simpatici.<br />
Gioacchino è uno di questi, sempre un po’ cazzilluso, controcorrente, visionario, però in grado di farti fare dei viaggi fantastici.<br />
Proprio per seguire le sue tracce quest’anno ho deciso di portare tutta la famiglia nel Parco nazionale della Sila dove Gioacchino da Fiore è nato circa nel 1130 e sì perché dimenticavo di presentarvi come si deve il mio amico Gioacchino: abate, teologo, scrittore, profeta pittorico, veggente, ecc.<br />
Un viaggio quindi a metà tra vacanza e studio.<br />
La prima meta è Jure Vetere ho solo un giorno a disposizione e voglio cominciare questo viaggio dal luogo più rappresentativo dove lui ha costruito il suo monastero, di cui restano poche tracce, per cercare di comprendere al meglio il percorso della sua esistenza e ricerca spirituale.<br />
Lungo il percorso ci fermiamo a Celico per visitare la casa natia, bellissimo sul citofono c’è scritto “Gioacchino da Fiore” quindi viene spontaneo suonare e la cosa bella è che si affaccia una signora che ci fa accomodare per visitare la casa dove sono ancora presenti alcuni cimeli insieme ad altri elementi della religione cattolica.<br />
Una guida turistica veramente inusuale quanto affascinante.<br />
Devo dire non è che in paese si siano sforzati particolarmente a valorizzare questo concittadino illustre, comunque nella filosofia del viaggio ci sta perché il fatto di non trovare celebrazioni particolari fa rimanere intima la vacanza.<br />
Da qui siamo quindi ripartiti per Jure Vetere. Di proposito abbiamo deciso di percorrere la vecchia strada provinciale, un susseguirsi di curve e di paesaggi entusiasmanti.<br />
Mai come in questi casi benedette siano le curve, che non solo ti obbligano a camminare piano ma diventano il pretesto per alimentare la “suspense turistica”.<br />
Arrivati a Monte Scuro, dove si imbocca la strada delle vette (percorribile in macchina quando non c’è la neve), ci siamo quindi diretti a Lorica dove abbiamo visitato il romitorio in cui Gioacchino faceva tappa lungo il percorso che lo portava a Jure Vetere.<br />
Da qui costeggiando il lago Arvo siamo arrivati quindi a destinazione. Sono solo dei resti quelli che sono sopravvissuti al tempo e all’incuria, ma trasmettono sicuramente molta energia.<br />
Non per niente questo luogo è spesso teatro di temporali con lampi e tuoni impressionanti.<br />
Da qui si vede il mar Jonio, l’oriente.<br />
Certo, un posto non scontato per erigere un monastero e ripensando agli scritti, ai disegni di Gioacchino penso che questo luogo celi importanti storie ancora sconosciute.<br />
Gioacchino da Fiore una storia ancora tutta da scrivere.</p>
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		<title>La transumanza in Sila, un’ascensione spirituale ed esperienziale.</title>
		<link>https://www.leggoscrivo.com/silastorytelling/la-transumanza-in-sila-unascensione-spirituale-ed-esperienziale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2018 10:31:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[Vado in Sila da più di 30 anni, è cambiata molto dalla prima volta, adesso ci sono tanti ristoranti, alberghi, servizi vari, però una cosa non è cambiata: il suo panorama. Ancora adesso è possibile vedere queste mandrie di vacche podoliche che vagano per le valli oppure stanno distese nei campi silani. Arrivano qui ogni anno nel periodo tra maggio e giugno per poi riscendere al mare nel mese di settembre, la cosiddetta transumanza. Nonostante la disponibilità di mezzi di trasporto, ancora adesso molti accompagnano le mandrie attraverso gli antichi tratturi o come le chiamavano i pastori, le vie pubbliche. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Vado in Sila da più di 30 anni, è cambiata molto dalla prima volta, adesso ci sono tanti ristoranti, alberghi, servizi vari, però una cosa non è cambiata: il suo panorama.<br />
Ancora adesso è possibile vedere queste mandrie di vacche podoliche che vagano per le valli oppure stanno distese nei campi silani. Arrivano qui ogni anno nel periodo tra maggio e giugno per poi riscendere al mare nel mese di settembre, la cosiddetta <strong>transumanza</strong>.<br />
Nonostante la disponibilità di mezzi di trasporto, ancora adesso molti accompagnano le mandrie attraverso gli antichi tratturi o come le chiamavano i pastori, le vie pubbliche.<br />
Un’esperienza veramente unica che secondo me almeno una volta nella vita va vissuta in prima persona. Superato il primo momento di entusiasmo quando si parte nella parte più pianeggiante che di fatto è una semplice escursione a piedi, il percorso diventa molto impegnativo.<br />
La fatica e le difficoltà via via aumentano.<br />
Le vacche si inerpicano per sentieri irti e a volte pieni di spine, con un passo per niente lento, difficile per chi non è allenato stargli dietro.<br />
Dopo un po’ alla fatica subentra una sorta di euforia bisogna però lasciarsi andare, dimenticarsi le comodità e cominciare ad apprezzare anche i piccoli dolorini dovuti sia dalla tensione muscolare che dalle punture di spine, il caldo, le mosche che ti ronzano attorno, la polvere che viene smossa dal passaggio delle mandrie.<br />
Di fatto bisogna entrare in perfetta sintonia con le mandrie e vedere questo percorso come una sorta di “ascensione spirituale”. Questo è ciò che ha rappresentato per me la breve transumanza che ho percorso con alcuni pastori del Marchesato crotonese.</p>
<p style="text-align: justify;">Uomini di poche parole, grandi lavoratori, che mi hanno accolto con curiosità e un po’ di diffidenza iniziale dovuta al fatto che nella prima ora sono stato sempre a lamentarmi. Poi, dopo aver compreso lo spirito del viaggio, ho cominciato a partecipare alla transumanza non da semplice spettatore ma da aiutante “mandriano”, allora tutto è cambiato per loro e per me soprattutto.<br />
Ho imparato che certe esperienze, per apprezzarle fino in fondo, vanno vissute in prima persona e non da semplici spettatori.</p>
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		<title>Tra fate e folletti</title>
		<link>https://www.leggoscrivo.com/silastorytelling/tra-fate-e-folletti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2018 10:10:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[Io dopo che sono stata nel Parco Nazionale della Sila sono arrabbiatissima, sì perché non è possibile che io, calabrese della zona della Costa Viola, debba scoprire la bellezza di questi luoghi al quarantesimo anno di età. Devo ringraziare per questo mia figlia che ha organizzato la mia festa di compleanno a Villaggio Mancuso, altrimenti non avrei avuto modo di conoscere uno dei posti più incantati che abbia mai immaginato. E dire che quando mi ha detto andiamo in montagna ho subito pensato di darmi malata, poi un po’ per quieto vivere un po’ rassegnata ho accettato, obbligando però tutta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Io dopo che sono stata nel Parco Nazionale della Sila sono arrabbiatissima, sì perché non è possibile che io, calabrese della zona della Costa Viola, debba scoprire la bellezza di questi luoghi al quarantesimo anno di età.<br />
Devo ringraziare per questo mia figlia che ha organizzato la mia festa di compleanno a <strong>Villaggio Mancuso</strong>, altrimenti non avrei avuto modo di conoscere uno dei posti più incantati che abbia mai immaginato.<br />
E dire che quando mi ha detto andiamo in montagna ho subito pensato di darmi malata, poi un po’ per quieto vivere un po’ rassegnata ho accettato, obbligando però tutta la famiglia a fare una tappa a Taverna per visitare il museo dedicato a Mattia Preti.<br />
Ho pensato visto che vado a rompermi le scatole in un posto ameno di montagna almeno posso ammirare le opere di Mattia Preti e pazienza.<br />
Quando poi siamo ripartiti da Taverna per raggiungere Villaggio Mancuso ho così stressato la compagnia lamentandomi di avermi portato in montagna al freddo, che penso mi avrebbero volentieri abbandonata sul ciglio della strada.<br />
A dirla tutta il tratto di strada da Taverna a Villaggio Mancuso non è stato per niente propiziatorio, anzi ancora peggio, una salita impervia e piena di curve. Per non continuare a lamentarmi ho deciso di chiudere gli occhi e dormire.<br />
E qui succede l’inaspettato. Ho sentito la macchina fermarsi e mio marito dire svegliate vostra madre che siamo arrivati.<br />
Ho aperto gli occhi e davanti a me un paesaggio fantastico, fantastico nel vero senso della parola. Dove mi avete portato, in una fiaba di Andersen? Quanto ho dormito? Siete sicuri che siamo in Calabria?</p>
<p style="text-align: justify;">Certo! Ha risposto mia figlia. Siamo a Villaggio Mancuso e davanti a noi c’è l’albergo delle fate.<br />
Un luogo da mille e una notte, tra boschi di pino laricio e casette in legna stile borghi della Svizzera, tra fate e folletti che per l’occasione si sono travestiti da miei familiari…<br />
È stata una delle giornate più belle della mia vita, che mi ha fatto rendere conto di quanto non conosco della nostra terra e di come gli stereotipi mi hanno condizionato in questi 40 anni.</p>
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		<title>La colazione perfetta</title>
		<link>https://www.leggoscrivo.com/silastorytelling/la-colazione-perfetta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2018 10:06:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[Comunque devo dire che sono d’accordo con mia moglie, quando bisogna scegliere un albergo dobbiamo chiedere che tipo di colazione viene offerta. Lo so che per qualcuno sembra un’esagerazione, ma per chi come me va in vacanza per pochi giorni all’anno, come si comincia la mattina ha un valore imprescindibile. E quest’anno nonostante abbia trascorso solo pochi giorni in Sila sono stato costretto a dormire in due posti differenti distanti qualche chilometro. Primo albergo, bello e accogliente, la colazione proposta: fette biscottate, marmellata in vaschette di produzione industriale, croissant chissà di quale marca, Nutella, succo di arancia industriale, latte a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Comunque devo dire che sono d’accordo con mia moglie, quando bisogna scegliere un albergo dobbiamo chiedere che tipo di colazione viene offerta.<br />
Lo so che per qualcuno sembra un’esagerazione, ma per chi come me va in vacanza per pochi giorni all’anno, come si comincia la mattina ha un valore imprescindibile.<br />
E quest’anno nonostante abbia trascorso solo pochi giorni in Sila sono stato costretto a dormire in due posti differenti distanti qualche chilometro.<br />
Primo albergo, bello e accogliente, la colazione proposta: fette biscottate, marmellata in vaschette di produzione industriale, croissant chissà di quale marca, Nutella, succo di arancia industriale, latte a lunga conservazione.<br />
In Sila il latte a lunga conservazione? Ho chiesto all’albergatore mi scusi fuori ci sono migliaia di mucche che pascolano e voi mi fate bere il latte a lunga conservazione?<br />
Abbiamo preso armi e bagagli e ci siamo trasferiti subito.</p>
<p style="text-align: justify;">Pochi chilometri percorsi in auto ed ecco un altro albergo, anche questo bello e accogliente, e arriviamo alla colazione: fette di pane casareccio, marmellate fatte in casa, burro artigianale, spremuta di arance di Corigliano, latte fresco della centrale del latte, e soprattutto la pitta ‘mpigliata. La pitta ‘mpigliata impossibile da spiegare in poche parole la sua bontà un dolce buonissimo con noci, uva passa, miele, una cosa meravigliosa!<br />
Devo dire c’era pure una frittata, della soppressata e del caciocavallo… ma io sono siculo e faccio una colazione tradizionale all’italiana.<br />
Comunque abbiamo cominciato la colazione alle 9 e abbiamo finito alle 11,00.<br />
Che bellezza la Sila. Paesaggi infiniti, accoglienza, buona cucina, un vero e proprio tesoro ancora tutto da scoprire.<br />
Dimenticavo, sulla strada del ritorno abbiamo portato al primo albergo una cesta con i prodotti che abbiamo mangiato a colazione giusto per “dare il buon esempio”.<br />
La colazione perfetta …chi ben comincia…</p>
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		<title>A Longobucco sulle tracce di Norman Douglas, un luogo dove il tempo ha il ritmo della buona vita.</title>
		<link>https://www.leggoscrivo.com/silastorytelling/a-longobucco-sulle-tracce-di-norman-douglas-un-luogo-dove-il-tempo-ha-il-ritmo-della-buona-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2018 16:59:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[Mi ha sempre affascinato leggere le storie dei viaggiatori del Grand Tour. Difficile per me inquadrarli: se considerarli scrittori, viaggiatori, esploratori, folli se considerate che spesso si sono trovati in luoghi e contesti complicati dove nei loro scritti traspare non poco il pericolo, l’incertezza dei posti e dell’incolumità personale messa a rischio. Per rivivere quanto letto ho deciso di fare un’escursione e ripercorre alcuni tratti del percorso fatto da Norman Douglas. In particolare quello che porta nel centro storico di Longobucco. Visto da lontano dal lato giusto è possibile ammirare la bellezza del borgo antico libero dalle contaminazioni urbanistiche degli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Mi ha sempre affascinato leggere le storie dei viaggiatori del Grand Tour.<br />
Difficile per me inquadrarli: se considerarli scrittori, viaggiatori, esploratori, folli se considerate che spesso si sono trovati in luoghi e contesti complicati dove nei loro scritti traspare non poco il pericolo, l’incertezza dei posti e dell’incolumità personale messa a rischio.<br />
Per rivivere quanto letto ho deciso di fare un’escursione e ripercorre alcuni tratti del percorso fatto da Norman Douglas. In particolare quello che porta nel centro storico di Longobucco.<br />
Visto da lontano dal lato giusto è possibile ammirare la bellezza del borgo antico libero dalle contaminazioni urbanistiche degli ultimi 60 anni. Incastonato tra le valli silane a difesa dalle incursioni che potevano venire dal versante jonico.<br />
L’elemento più affascinante, raccontato in parte anche da Norman Douglas, è la cultura longobucchese una comunità difficile da raggiungere almeno da quanti arrivano dal capoluogo di provincia Cosenza, a breve invece sarà terminata una strada che lo collegherà alla costa jonica in poco meno di mezzora.<br />
Una comunità che, a causa o meglio per fortuna del suo parziale isolamento, è riuscita non solo a mantenere tradizioni e culture antiche, ma soprattutto quella genuinità e accoglienza rustica che ti trasporta indietro nel tempo, dove i rapporti umani, la curiosità e la voglia di dialogare con lo straniero (ora turista) ha origini ancestrali.<br />
La mia esperienza è stata breve ma intensa.<br />
Sono arrivato in paese verso le 11,30 in una giornata del mese di settembre. I turisti e gli emigranti erano ormai partiti, in piazza un gruppo di longobucchesi di varie generazioni era impegnato chi a giocare a carte chi a dialogare nella piazzetta all’ombra della statua di Bruno da Longobucco.<br />
L’ora chiaramente era quella che anticipava il pranzo quindi mi sono fermato a parlare con due signori di mezz’età cercando di farmi indicare dove poter mangiare e soprattutto cosa chiedere.<br />
Dopo pochi minuti eravamo tutti seduti ad un tavolo di una trattoria nei pressi della piazza principale (a fare un aperitivo nostrano) mangiando sardella (una sorta di paté… di pesce condito con sale e pepe) spalmata su fette di pane casereccio, accompagnata da cipolla cruda e un bicchiere di vino locale.<br />
L’abbinamento tra un cibo salato e piccante con il vino è pericoloso perché: uno spinge a bere per attenuare il piccante e il salato, mentre l’altro spinge a mangiare per contenere gli effetti della gradazione alcolica.<br />
Chiaramente l’aperitivo è durato circa un’ora e mezza dopodiché i nostri amici commensali come se niente fosse, sono andati anche a pranzare (ci hanno anche invitato ma eravamo più che sazi) mentre noi siamo rimasti a dormire sotto un albero nei pressi delle miniere d’argento che chiaramente non siamo riusciti a visitare perché quando ci siamo svegliati era ormai tardi.<br />
Torneremo con più tempo, anzi con il giusto tempo che ci vuole per visitare luoghi dove il tempo ha il ritmo della buona vita.</p>
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