Ti ho incontrata una mattina in un giorno ventoso


Ti ho incontrata una mattina in un giorno ventoso.

Eolo gridava forte attraverso le tue tante bocche cavate nella pietra dura, scalfite dal passaggio di tempi lontani, dallo scalpitio di muli ostinati e stanchi di servire uomini dai volti arcaici e dalle mani ricurve. E passeggiando velocemente attraverso le tue viuzze, facevo attenzione a non incappare nelle insidie delle tue sporgenze pietrose: pietra che sotto il palmo delle mie mani era fredda, a tratti ruvida. E toccavo la vita di genti prima di noi, sfioravo, sudavo per via del loro stesso sole e rabbrividivo allo stesso alito di vento.

È che tu ti mostri per quello che sei, spoglia, nella tua vera natura, indossi il sole, bevi la pioggia e ti copri con un candido mantello di neve. Sei sempre stata giovane e fresca nella tua vecchiaia. Quel giorno, mentre tu rimiravi la tua distesa rocciosa, io osservavo i suoi occhi neri, attraverso cui immagino ancora oggi, il mondo. E ricordo ogni istante il colore della tua terra bruna, arsa, assolata e pensosa, come in attesa. Tu immobile nella tua marmorea faccia, che di notte fai entrare le stelle per illuminarti gli occhi.

Poi mi giungeva al naso un profumo di casa, l’odore all’ingresso del portone dei nonni, di domenica. Mi abbracciavi i sensi e lo stomaco e intanto mi riempivi l’anima, che spesso vaga in un tempo tutto suo. Il tuo sapore non l’ho più cercato perché non l’ho mai trovato: la mia anima sa di profumo di boschi, è intrisa di flutti freschi e ha taciuto all’ombra di un calanco. Ti ho pensato spesso martire di un destino immeritato. Mi hai insegnato cos’è l’esilio: quando ti abbandono, ogni volta è come se fosse la prima.

Ho lasciato pezzi di me sopra e sotto la tua terra. Arida madre, tradizione dei miei geni testardi e amabili, quelli di mia nonna e quelli di mio padre; terra di cuore, di sangue, di polvere e di mani sporche di lavoro, di facce annerite da soli tiepidi. Tornerò e sentirò ancora e ancora il tuo profumo, il tuo soffio carezzerà il mio volto e quello di un nuovo piccolo erede della tua linfa antica.

Autore: Amalia Allegretti

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