Il saluto di Sassoli: “Grazie Matera”


Un caro saluto a tutti coloro che con orgoglio sventolano la bandiera europea…

Quello che si sta per concludere è stato un anno straordinario per Matera. Lasciatemi ringraziare le istituzioni, ma soprattutto i cittadini e le cittadine, le tante associazioni che sono passate da Matera e hanno coloro contribuito a questo straordinario successo.

Permettetemi di salutare inoltre la città bulgara di Plovdiv che ha condiviso con Matera questo ambito primato nel 2019.

“Naĭ-dobri pozhelaniya kŭm priyateli ot Bŭlgariya”

Un caro saluto agli amici della Bulgaria.

Per la civiltà europea la cultura costituisce il suo Dna. L’idea stessa di Europa si fonda sul valore della sua storia, sulle intelligenze e sulla creatività delle sue genti, poiché, pur nelle sue diversità, il nostro Continente è capace di offrire al mondo un punto di vista originale che tiene al centro la dignità e la libertà della persona.

Signore e Signori, l’Europa non è un’entità astratta.

L`Europa sono i suoi cittadini, sono gli europei, il pensiero filosofico, le arti, la vivacità letteraria, le scoperte scientifiche, la poesia, la musica, il diritto…

Chi dice che l’Europa è stata costruita contro i cittadini non fa lo sforzo di ricordare da dove siamo partiti: dal punto più acuto di dolore del Novecento, dopo un secolo di guerre che hanno riempito di macerie le nostre città e di macerie di morti i nostri paesi.

Ovunque si vada, nei nostri 27 paesi dell’Unione, in ogni città e in ogni borgo non si può fare ameno di vedere la lapide in ricordo dei nostri morti, che di qua e di la’ dal fronte, ci ricorda di giovani che non sono tornati a casa. Dalla guerra franco-prussiana alla Prima e poi alla Seconda guerra mondiale la Via Crucis europea coinvolge tutti i nostri paesi.

Lo dico alle maestre e ai maestri, ai nostri professori: portate i nostri ragazzi a rendere omaggio ai nostri morti, fate leggere i loro nomi, invitateli a ricostruirne la vita.

Perché noi veniamo da lì, dal grido delle mamme che accogliendo i cadaveri dei loro figli hanno maledetto la guerra.

Non dobbiamo mai dimenticare che quello che abbiamo lo dobbiamo alle generazioni che hanno saputo raccogliere quel dolore e con coraggio buttare giù i muri dell’odio fra le Nazioni. Che hanno saputo vincere l’idea nazionalista per la quale “io sono migliore di te”…

Non ci vuole coraggio ad alzare i muri, ci vuole coraggio a scavalcarli, come cercavano di fare i giovani berlinesi scappando da un regime dove non era garantita la libertà.
Non è coraggio ma vigliaccheria prendersela con povera gente solo perché è indifesa..

Perché dico questo?
Perché le nostre bellezze non sono fini a stesse, ma generano valori. E come potremmo godere delle bellezze se non vivessimo in pace? Che senso avrebbe avere tante virtù, opere d’arte, paesaggi invidiati, aree archeologiche se tutto questo non fosse utile a formare una coscienza libera, ad aiutare gli uomini e le donne a non arrendersi e ad avere l’ambizione di scommettere insieme?

Che senso avrebbe se tutto il nostro patrimonio artistico-culturale non fosse utile a rafforzare la nostra umanità?

Solo la libertà genera bellezza e non è un caso che la magia dell’artista, del poeta non sopporti limitazioni. E a Matera, quest’anno si è vissuta una straordinaria aria di libertà… che ci fa credere che le tante difficoltà del nostro Mezzogiorno le possiamo affrontare e prendere di petto.
Dateci una leva e solleveremo il mondo: questo avete dimostrato. E poi, che se ci mettiamo insieme e non crediamo alle sirene di coloro che agitano bacchette magiche, possiamo fare molta strada e migliorare i nostri standard di vita.

Grazie per aver dimostrato all’Europa che il Sud c’è.

È chiaro che servono più attenzione e più investimenti.

A Bruxelles stiamo seguendo con particolare cura, e anche con un po’ di curiosità, l’iniziativa del governo italiano di trasformare la crisi di una banca – sulle cui responsabilità dovrà esservi inflessibilità, perché sono state coinvolte persone semplici che hanno perduto tutto – in una opportunità di sviluppo per il Mezzogiorno. Sono grato al presidente del Consiglio di avermi informato su questa strategia e faremo di tutto per seguirne gli sviluppi.

Per rafforzare l’Europa dobbiamo lavorare ad un nuovo concetto di solidarietà.

Come ha fatto Matera Capitale della Cultura europea, che è riuscita a coinvolgere tanti Sindaci, numerose associazioni, singoli cittadini, fra cui immigrati, disabili e persone in difficoltà. Questa capacità di socializzare è riuscita a produrre risultati significativi sul piano della qualità delle proposte, degli eventi realizzati e ha consentito risultati economici importanti.

Non è stata una festa per pochi intellettuali o per una ristretta élite, ma ha coinvolto un intero territorio.

Per rilanciare il progetto europeo occorre investire sul valore della sulla persona e delle comunità.

L’istruzione, la cultura, il nostro patrimonio e la nostra diversità, è quanto ci rende unici e ancora interessanti.

In questa legislatura sarà necessario triplicare i fondi del programma Erasmus, aumentare il budget di “Europa creativa”, destinare nuove risorse al programma quadro sulla ricerca, promuovere l’eccellenza e la rete delle università europee, migliorare i programmi di scambio internazionale e dare piena attuazione all’Agenda europea per la cultura.

Ancora una volta faccio appello al Parlamento italiano affinché recepisca al più presto uno dei provvedimenti più importanti della passata legislatura, la direttiva sul diritto d’autore, sul copyright.

Non deve essere rubato il lavoro di nessuno… il lavoro dev’essere remunerato. E noi lo diciamo ai giganti nel mercato unico digitale.

L’Europa può regolare il mondo globale.

D’altronde, senza un’Europa più forte come sarebbe possibile regolare l’attività dei giganti della rete che hanno enormi risorse a disposizione? Chi potrebbe dire loro di pagare le tasse, secondo il principio che si devono pagare dove si fanno i profitti? I nostri Paesi da soli non potrebbero farcela, l’Europa invece ce la può fare.

Domani con un ideale passaggio di testimone alla città irlandese di Galway e quella croata di Rijeka – che saluto con amicizia – si chiuderà questa straordinaria esperienza di Matera Capitale della Cultura europea 2019.

Ma naturalmente è solo l’inizio di un’altra avventura: vi siete allenati quest’anno, avete dimostrato a tutti cosa potete fare… beh, questo patrimonio non bisogna disperderlo e diciamo a tutti, alle istituzioni e alle autorità, di sostenerlo.

Quando nel 1963 Pasolini scelse questa città come set del suo “Vangelo secondo Matteo” disse di aver trovato qui “il sole, il sole vero, il sole ferocemente antico”.

Oggi non troverebbe solo un sole, ma una città che ha saputo valorizzarsi, che si è aperta al mondo, che ormai è conosciuta in tutto il mondo, e che è riuscita a rappresentare in modo straordinario l’Italia e i più autentici valori dell’Europa.

Grazie Matera…

David Sassoli
presidente Parlamento europeo

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