A Monterrone per la chiesa di Santa Maria di Idris


Una chiesa scavata nella roccia. La chiesa rupestre di Santa Maria di Idris non è la sola del genere a Matera ma mi diventa unica per la sua bellezza. Una bellezza che prima avevo sentito solo nominare ma che, con la mia visita a Matera Capitale europea della cultura, ho potuto anche vedere. Finalmente.
Se ne sta lì, imponente e importante, nel Sasso Caveoso, sulla parte più alta della rupe del Monterrone.

Salendo lungo queste scale che girano tutto intorno (e che sfiorano anche la chiesa di Santa Lucia alle Malve), si arriva in questo luogo dedito al culto della Madonna che “mostra la via” perché, dal greco, è questo che significa la derivazione del nome Idris. Alcuni dicono anche che il reale significato è da ricercare nell’espressione “l’acqua che sgorgava da quella rocce”. Comunque sia una Madonna che protegge dall’alto tutti i materani e tutti coloro vengono ad affidarsi alla sua benevolenza.

Arrivati si vede il piccolo campanile a vela che colpisce subito lo sguardo. Dentro i lavori nel corso dei secoli hanno mutato la sua architettura non lasciando nulla della composizione originaria ma questo non ne ha cambiato certo la bellezza suggestiva. Sull’altare vi è l’affresco della Madonna con il Bambino. Vicino c’è la raffigurazione di Sant’Eustachio patrono.

Anche nel cunicolo che ci porta da Santa Maria di Idris alla cripta di San Giovanni in Monterrone si trovano molti affreschi realizzati fra il Dodicesimo e il Diciassettesimo secolo. Ti colpisce subito l’affresco di San Giovanni Battista oppure quello di Cristo Pantocratore che sorregge un Vangelo con testi in greco a dimostrarci la grande influenza della cultura bizantina sulla città di Matera. E poi ancora un monaco ignoto, San Nicola, Sant’Andrea, San Pietro e San Giacomo.
La chiesa di Santa Maria di Idris con questo suo fresco è ristoratrice in tutto: per la fede, per l’arte e per i semplici curiosi.