Enogastronomia

Il suino e le sue mille trasformazioni…

Non a caso viene definito “sua maestà” in alcuni saggi letterari. Fra le praterie della Sila, l’allevamento del maiale rosa è uno dei punti forti di queste montagne. A questo si aggiunge anche il suino nero che è una tipicità del territorio. I salumi e le carni trattate in Sila hanno un sapore genuino al 100% perché il luogo (e tutto quello che racchiude), favorisce gli allevamenti. Se il suino rosa può essere rintracciato in altre parti d’Italia, il suino nero è un animale tipicamente silano. Il suino nero silano viene chiamato anche Apulo calabrese, si riconosce facilmente dal suo pelo nero con le setole belle abbondanti. Attualmente c’è un attento e scrupoloso lavoro di recupero della razza con l’allevamento in stato di libertà e la lavorazione artigianale delle carni. Vari prodotti che nascono dalla lavorazione del maiale hanno il marchio DOP: il capocollo, la salsiccia, la pancetta e, su tutti, la soppressata. La soppressata è il tipico salame calabrese e la sua stagionatura viene fatta in un clima di montagna (o ricreandolo dove non è possibile), che gli dona un profumo e un gusto che la rendono tipica. Per chi viene a far visita ai luoghi del Parco Nazionale della Sila è obbligatorio mangiare, almeno una volta, un bel panino con soppressata o salsiccia con le patate silane, altra eccellenza alimentare di queste montagne.

Fausta Giuseppina Comite