Artigianato Borghi

A Seminara e Squillace per ammirare l’arte di lavorazione della ceramica

Ci sono luoghi dove il tempo ha lasciato tracce indelebili, dove le contaminazioni di popoli antichi, hanno plasmato la cultura incidendo per sempre sulle tradizioni. Di questi luoghi in Calabria ce ne sono tanti, e le contaminazioni hanno permeato soprattutto la produzione artigianale come nei centri di Seminara e Squillace. Il turista in questi luoghi potrà gustarsi un itinerario ricco di emozioni, i centri storici ben conservati offrono particolari e scenari dove il passato si mescola al presente come a Seminara dove hanno ricostruito con le antiche metodologie un convento ortodosso molto bello e particolare. In questo piccolo centro della Costa Viola, dove è ubicata secondo Lega Ambiente una delle più belle spiagge d’Italia Cala Ianculla, si producono delle ceramiche di alto valore artistico. A Seminara i “maestri pignatari” lavorano l’argilla ancora secondo tradizioni antichissime con strumenti poveri, ma con tanta fantasia. La scuola ceramica risale a tempi remoti: gli abitanti venivano detti “stagnacànteri” (da ‘càntaro’, vaso liturgico di età paleocristiana, e ancor prima kàntharos, tipica forma della ceramica greca) e “fischiottari di Seminara”, per le tipiche ceramiche a fischietto. La maiolica diviene nel Settecento l’attività principale. Le forme peculiari della scuola locale comprendono oggetti particolari come: borracce a forma di pesce e babbuini, fiaschi antropomorfi le cui forme bizzarre avevano la funzione di scongiurare gli influssi maligni. Diversa è invece la produzione di Squillace, patria di Cassiodoro e di Guglielmo Pepe, qui la peculiarità è determinata dalla tecnica dell’ingobbio e del graffito, tecnica arcaica, di probabile origine bizantina. Il procedimento consiste nel rivestire il manufatto di un velo di argilla caolinite (di colore bianco), che viene poi decorato a graffio con una punta acuminata. L’argilla, così messa a nudo, in prima cottura assume un colore rosso scuro in contrasto con l’ornato ingobbiato biancastro. L’ingobbio decorato a graffio costituisce il codice identificativo della ceramica artistica di Squillace. Solamente in età tardo medievale e rinascimentale tale tecnica è sostituita con la smaltatura, tipica della maiolica. Tante sono le botteghe che si incontrano nel centro storico sovrastato dal castello che domina l’orizzonte.

Antonio Blandi

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